L'ISClub

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  1. Its, l'alternativa dopo il diploma

    Finito il tempo dell’alternativa secca: dopo le scuole superiori o cercare lavoro oppure iscriversi all’Università. La terza via esiste: si chiama Its, Istituto tecnico superiore, un biennio di formazione post diploma su materie tecnologiche e artigianali che funziona come inserimento nel mondo del lavoro, dal momento che delle 1900 ore totali di lezione, almeno il 30 per cento devono essere di tirocinio presso aziende.

    Attivati l’anno scorso, 59 quelli aperti finora nel Paese, sono una scommessa tutta da verificare perché ancora non si è concluso il primo ciclo di formazione: i primi tecnici superiori con tanto di titolo di studio fresco di stampa usciranno dagli Istituti a metà del 2013. «L’incognita però non è così grande – garantisce dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca chi segue passo passo lo sviluppo degli Its, nati per agganciare l’Italia al treno della formazione post secondaria europea –. Funzioneranno, perché puntano a formare tecnici specializzati che sono ancora richiesti dalle aziende».

    L'articolo continua qui:
    http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/455763/

  2. I gas scistosi, pericoli e opportunità

    Pubblicato in data 23/mar/2012 da euronewsit
    http://it.euronews.com/
    Georgie, Sofia: "Considerato che in Francia, Irlanda e Bulgaria l'estrazione del gas scistoso è stata proibita e in Inghilterra e Germania ci sono problemi di inquinamento e terremoti a causa delle attività estrattive, le istituzioni europee considerano di prendere una posizione sulla materia?"
    Françoise Elbaz-Poulichet, ricercatrice del Comitato nazionale francese per la ricerca scientifica (Cnrs), Montpellier: "Cosa sono i gas scistosi? Sono gas imprigionati tra strati rocciosi profondi. Sembra, in effetti, che in certi Paesi possa essercene davvero grandi quantità. È il caso, per esempio, di Francia e Polonia.
    "L'interesse immediato è verificare se sia davvero possibile sfruttare questo gas. Per alcuni Paesi è veramente importante poter raggiungere un'indipendenza energetica. È il caso della Polonia nei confronti della Russia.
    "Dal punto di vista ecologico, a mio parere, è soprattutto per quello che concerne le risorse idiriche che può rappresentare un pericolo, almeno se ci basiamo sull'esperienza americana. Si tratta di un combustibile fossile, che quindi genera anidride carbonica e contribuisce al riscaldamento globale, a differenza delle fonti rinnovabili. Si tratta di metano. E il metano è un gas che produce un effetto serra assai più elevato dell'anidride carbonica".
    "La grande preoccupazione sono le fughe di gas, durante la fase esplorativa e anche al momento dello smantellamento dei pozzi. Inoltre c'è il rischio assai probabile di incidenti. Statisticamente, raggiunto un certo numero di pozzi scavati, avremo un incidente. Non sappiamo quando succederanno né dove. Come sempre avviene nell'attività estrattiva e nell'industria in generale, occorre stabilire quale livello di rischio siamo disposti ad accettare.
    "Non esistono delle direttive europee che stabiliscano un codice minerario. Attualmente, l'opinione del Commissario europeo all'Energia è che la legislazione comunitaria sia sufficiente. In Parlamento c'è dibattito, i Verdi sono sul piede di guerra. Al momento non c'è accordo tra tutti i Paesi, quindi non sappiamo cosa potrà succedere".

  3. Salvarsi dalla crisi con l'innovazione, parola di Confindustria

    Fa tappa a Bari il premio "Best practices per l'innovazione" organizzato da Confindustria Salerno. Il concorso è rivolto alle aziende manifatturiere e dei servizi e ha l'obiettivo di stimolare le imprese a investire in progetti di innovazione. http://www.antennasud.com

  4. Anvur, la strategia del merito

    di Stefano Fantoni
    L’Agenzia Nazionale per la Valutazione della Università e della Ricerca (ANVUR) è entrata ormai nel pieno della sua attività tutta protesa a valorizzare l’efficienza ed il merito nelle Università e negli enti di ricerca italiani. Quattrocentocinquanta docenti, tra i più valenti nel panorama internazionale, equamente distribuiti tra le varie aree disciplinari, sono già all’opera, insieme al personale interno dell’ANVUR, in quello che si configura come il maggiore esercizio di “Valutazione sulla Qualità della Ricerca (VQR)” mai fatto al mondo.
    Si tratta infatti della valutazione di più di 200,000 prodotti di ricerca provenienti da tutti i docenti e ricercatori italiani. Agli inizi del 2013 avremo così a disposizione una informazione quanto più completa e dettagliata possibile sul livello di qualità della ricerca del sistema universitario italiano. Il tutto ottenuto attraverso un processo di valutazione effettuato con criteri tra i più diffusi a livello internazionale e largamente condivisi dalle comunità universitarie italiane. I giovani che si appresteranno ad intraprendere il cammino universitario potranno finalmente conoscere quali sono i dipartimenti più meritevoli, disciplina per disciplina. E potranno conoscerli anche le imprese e gli enti pubblici e privati, dei quali i nostri giovani migliori saranno la classe dirigente. Questo credo sia ciò di cui ha veramente bisogno il sistema paese piuttosto che l’eliminazione del valore legale della laurea.
    Il processo di valutazione, già intrapreso per i prodotti della ricerca, si sta estendendo alla didattica operata presso le università, per quanto riguarda sia i corsi di laurea sia quelli di dottorato. Quest’ultimo, un livello educativo a cui la nuova legge universitaria e quindi l’ANVUR rivolgono particolare attenzione, perché rappresenta il periodo formativo universitario più specialistico dello studente, quello in cui da conoscitore esperto della materia diventa un vero e proprio “problem solver”, in cui impara ad applicare ciò che ha acquisito nei corsi universitari pre-laurea. Altro passo importante, questo, per diventare un paese normale, un paese che sia in grado di proiettarsi nelle dinamiche produttive future che non possono prescindere dalla competizione globale.
    Molto presto, così come è stato fatto per la VQR, l’ANVUR farà conoscere anche i suoi modelli di accreditamento e di valutazione dei corsi di laurea e di quelli di dottorato, modelli che verranno usati a partire dall’anno accademico 2012/2013 e lo farà in modo, così come è stato per la VQR, da poterli condividere con tutta la comunità universitaria e studentesca.
    E’ motivo di grande soddisfazione vedere come questa comunità stia partecipando alla strategia del merito, in molti casi collaborando con l’ANVUR a portare a termine i vari passi del complesso e delicato processo di valutazione. Prova ne sia l’ esercito di docenti, tutti di altissima qualificazione che, per lo più volontariamente, si sono prestati a prendere parte attiva alla VQR. Stante la situazione di sotto-finanziamento di cui soffre il sistema italiano dell’alta formazione e ricerca, nodo centrale per l’innovazione e lo sviluppo, questo fa ben sperare per la crescita del nostro paese e per un futuro migliore per i nostri bravi giovani.

  5. Anche le nanotecnologie in aiuto dei beni culturali

    Presentati i risultati di una ricerca svolta dal gruppo di lavoro del professore Placido Munafò
    L’utilizzo delle recenti nano-tecnologie si rivela fondamentale anche per la conservazione e la protezione dei Beni Architettonici, con interventi di natura preventiva e duratura che possono essere più efficaci di azioni invasive e ripetute. A dimostrarlo è l’Università Politecnica delle Marche, attraverso la ricerca di un suo dottorato di Ingegneria, coordinato dal professore Placido Munafò.
    Alcuni prodotti a base di biossido di titanio, sperimentati sul travertino, grazie alla ricerca che ha coinvolto il Comune di Ascoli Piceno per la disponibilità di edifici su cui testare il ritrovato, hanno dimostrato la proprietà di impedire l’imbibizione d’acqua da parte delle superfici. I rivestimenti auto-pulenti possono essere applicati direttamente sulle superfici storiche in pietra allo scopo di preservare il loro aspetto originale nel tempo e diminuire la deposizione di agenti inquinanti e aggressivi, riducendo i fenomeni di sporcizia, la formazione delle croste nere e l’innesco di processi di degradazione sugli strati esterni delle superfici lapidee. Inoltre, la presenza di superfici più semplici da pulire limita costi e tempi di manutenzione delle stesse, riducendo i costi per la loro conservazione.
    Le nano-particelle di biossido di titanio vengono così utilizzate per ottenere rivestimenti auto-pulenti trasparenti capaci di degradare e rimuovere più facilmente lo sporco e gli agenti inquinanti che entrano in contatto con le superfici trattate grazie a due sue proprietà indotte dalla luce solare: la foto-catalisi e la super-idrofilia. La collaborazione, che è iniziata con la Salentec srl e l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, ora si allarga anche con il Comune di Macerata. I risultati sono già stati pubblicati su tre prestigiose riviste scientifiche del settore.

  6. EduTech, l’innovazione a scuola

    Si parla di educazione e tecnologia a Città della Scienza con lì appuntamento del 28 e 29 marzo “Smart education & technology days”, un progetto annuale tutto nuovo dedicato ai contenuti digitali per la didattica.
    Nato dalla convention “3 Giorni per la Scuola”, il nuovo format si propone come luogo di ricerca-azione sui temi dell’innovazione nel settore delle tecnologie didattiche. Una vasta area espositiva, laboratori didattici e multimediali, seminari scientifici e tante altre attività allo scopo di divnetare un punto di riferimento a livello nazionale tra dirigenti scolastici, docenti, associazioni degli insegnanti e dei dirigenti, Imprese, Istituzioni, Enti Locali, Università, Enti di ricerca, Centri di educazione non formale.

  7. TIS-Innovation park Bolzano/Bozen

    http://www.tis.bz.it/chi-siamo

    Promotore per l'innovazione, la cooperazione e il trasferimento di tecnologie
    Il TIS innovation park è il centro promotore per l’innovazione, la cooperazione e il trasferimento di tecnologie per tutti gli attori del sistema innovazione altoatesino - dedicato in particolare alle imprese.
    Il TIS
    Crea gli spazi adatti per lo sviluppo e la stabilità economica attraverso l’innovazione, la cooperazione e il trasferimento di tecnologie
    È un centro per i pionieri dell’innovazione
    Mette in collegamento l’economia e la scienza
    Serve come interfaccia verso i trend ad alto contenuto tecnologico, è l’organizzazione per il trasferimento di know-how accademico e internazionale affinché questo venga usato e rielaborato concretamente dal mondo economico; inoltre promuove le attività innovative delle piccole e medie imprese.

  8. Siamo cio' che mangiamo.

    http://www.slowfood.it/educazione/welcome.lasso

    "Quando fai piani per un anno, semina grano. Se fai piani per un decennio, pianta alberi. Se fai piani per la vita, forma ed educa le persone", proverbio cinese estratto dal sito "slow food", associazione no profit che comunica e studia la cultura del cibo in tutti i suoi aspetti.
    IL TEAM LAMPADA DI PANDORA.

  9. Sui brevetti Italia al rallentatore

    I brevetti internazionali nel 2011 hanno visto un nuovo record (10,5% sul 2010) con quasi 182mila domande. La classifica 2011 della Wipo registra un aumento pari solo allo 0,5% per l’Italia e per le Pmi che si tutelano con brevetti ci sono ancora i bonus dello Sviluppo economico.
    Fa fatica a ripartire la macchina dell’innovazione italiana. Lo scorso anno la Wipo, l’organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, ha ricevuto dal nostro paese 2.671 domande di brevetti internazionali contro le 2.658 del 2010. Un rimbalzino dopo cali degli ultimi anni ma il dato si può leggere quasi come una crescita zero perché l’incremento è pari a un flebile 0,5 per cento. Nel mondo il 2011 è invece stata un’annata record nel campo dell’innovazione. Complessivamente le domande di brevetto internazionale ricevute dalla Wipo, agenzia delle Nazioni Unite, sono state 181.900, sfiorando l’11% sul 2010. E’ la migliore performance, fanno sapere dall’Agenzia, dal 2005. Il fatto che sia stata poi ottenuta in un anno di crisi economica globale si può interpretare come la conferma che i brevetti sono una forza propulsiva per il rilancio dell’industria. Invece quel 0,5% è da considerare come un segnale di allarme per il sistema Italia, il secondo paese manifatturiero d’Europa, che a quanto pare non riesce a imboccare con decisione la via dell’innovazione tutelata e protetta con i brevetti. “C’è stato un leggero rimbalzo, bisogna capire se è dovuto a un maggiore impegno nell’innovazione o perché le imprese hanno capito che è importante brevettare- premette Alfonso Gambardella, docente di Economia e gestione delle imprese della Bocconi”. Facciamo innovazione nella produzione ma siamo restii a brevettarla. Negli ultimi tempi, però, è cresciuta la consapevolezza di difendere questi step migliorativi”. Il non ricorrere alla protezione fornita dai brevetti è un retaggio culturale basato sull’idea che tra 2-4 anni l’innovazione di oggi sarà a sua volta superata. È quella che Graziano Dragoni, direttore generale del Politecnico di Milano, chiama “innovazione incrementale” in cui le imprese italiane sono maestre. «Oggi c’è una maggiore consapevolezza del valore dell’innovazione e che proteggerla con dei brevetti garantisce l’esclusiva nel medio-lungo periodo», sottolinea. Un cambio di ritmo in cui pesano gli effetti della crisi uniti al timore che «se mi donano la soluzione e non sono protetto sono aggredibile, questa è la via che si sta affermando – continua Dragoni -; inoltre, si possono incassare delle royalties cedendo le licenze». La propensione a brevettare dovrebbe crescere tra le Pmi nel 2012 anche grazie all’attività dell’Ufficio italiano brevetti e marchi. «Stiamo operando con diverse campagne di sensibilizzazione per cambiare la cultura della brevettazione – dice Loredana Gufino, direttore generale Lotta alla contraffazione dell’Ufficio italiano brevetti e marchi -. Quest’anno mi attendo un aumento delle domande da Pmi e micro-aziende, grazie a un pacchetto di strumenti di incentivi». Si tratta del “Programma Brevetti ” varato dal ministero dello Sviluppo Economico lo scorso novembre con una dote di 30,5 milioni. «È ancora disponibile poco più della metà dei fondi – continua il direttore – con premi per chi brevetta e contributi a fondo perduto per le imprese che stanno lavorando alla prototipazione del prodotto». Diventa così più accessibile estendere la tutela nell’area dei Bric e del Far East perché ogni impresa proponente può ricevere un bonus che arriva a 30mila euro. Non mancano poi iniziative di supporto che partono dal territorio come, per esempio, quella di Confindustria Modena dove è attivo uno sportello sulla proprietà intellettuale. «È un servizio gratuito di supporto alle imprese con un desk di orientamento sulla proprietà intellettuale – spiega Giovanni Messori, direttore di Confindustria Modena -. Ora il servizio è stato ampliato con incontri in cui il focus è la valorizzazione degli asset intangibili».

  10. i nuovi confini dell'arte contemporanea

    http://www.nanopress.it/cultura/2012/03/19/marina-abramovic-al-pac-di-milano-con-the-abramovic-method_P6831947.html

    Si avvicinano sempre più i confini, tra pubblico e artista e opera d'arte.
    Al PAC (padiglione arte contemporanea) di Milano, si aperta ieri la mostra Di Marina Abramovic, artista serba di fama internazionale, protagonista di performance tra body art e arte povera, intorno anni 60/70 in Italia.
    Nella mostra, il pubblico è parte attiva, viene guidato in un percorso fisico sensoriale, dove viene stimolato ad ascoltare ed ascoltarsi in maniera rilassante. Uno degli obbiettivi, spiega l'artista, é " la necessità di un’esperienza terapeutica per una sospensione dall’obbligo della connessione continua e frenetica imposta dai cellulari e dai social network".

    IL TEAM LAMPADA DI PANDORA.

  11. LA FORMA PERFETTA:IL CUBO

    Abbiamo scelto di dare al prodotto una forma cubica in quanto, dal punto di vista filosofico, secondo Platone il cubo rappresenta la perfezione terrestre e si presenta in modo elegante e semplice. Il nostro prodotto è un' idea originale e innovativa perchè abbiamo pensato non solo al corpo illuminante ma anche alla valorizzazione di oggetti di design per poter creare atmosfere diverse in base all'ambiente. Il settore moderno dell'illuminazione non presenta ancora un oggetto con le caratteristiche simili al nostro. Il cubo in serpentino della Valmalenco produce un fascio di luce che illumina i mini-prototipi proiettando le loro ombre sulla parete creando così un'atmosfera molto suggestiva.

  12. SCHIZZI PROGETTUALI

    alcuni ragazzi si sono dedicati alla realizzazione di questi disegni mentre gli altri ideavano il progetto a CAD.

  13. LA SEDIA CHE CI HA ISPIRATO!

    Questa sedia è stata realizzata nel 1963 da Gerrit Thomas Rietveld un famoso architetto olandese.
    E' simbolo di semplicità e di funzionalità.

  14. IL NOSTRO PRODOTTO FINITO

    La lampada è formata da un cubo di serpentino con all'interno una lampada a risparmio energetico.

  15. progetto

    working progress. uniti per un unico scopo: progettare la lampada!!!!!!!!!!!!

  16. serpentino della valmalenco

    serpentino ottimo materiale, utilizzato per coperture, lampade da esterni come quella progettata da noi.
    e pietre verdi della Valmalenco, da secoli estratte e lavorate nell’omonima area geografica, erano e sono tuttora parte integrante di una realtà sociale, culturale ed economica che affonda le sue radici nella immemorabile tradizione di un artigianato
    ricco di esperienze, accumulate e trasmesse di padre in figlio. Grazie alle sue
    caratteristiche fisico meccaniche uniche, alla secolare durata ed al pregevole
    aspetto estetico, il Sepentinoscisto trova un massiccio impiego nelle coperture dei
    tetti e nelle pavimentazioni. Le fasi della produzione manuale della Pioda
    Malenca sono rimaste immutate nel corso dei secoli, la gestualità precisa
    e costante dell’azione meccanica ed il suono sprigionato durante la
    lavorazione serbano in sè un’antica tradizione, dove naturalezza ed originalità creano opere qualitativamente uniche ed esclusive.

  17. Ricerca dimezzata

    Un’indagine che il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha stilato la classifica regionale sulla corsa ai fondi che l’Unione europea. Li mette a disposizione il settimo programma quadro che fino a tutto il 2013 stanzia 50 miliardi.
    È il Lazio la Regione che conquista più fondi europei per la ricerca: quasi un quarto dei finanziamenti destinati al nostro Paese entrano nei laboratori e nei centri di ricerca di Roma e dintorni.
    Ma le migliori perfomance nella caccia alle risorse messe in palio ogni anno da Bruxelles le mettono a segno i ricercatori della Liguria: sono loro in proporzione i più bravi e capaci ad aprire i forzieri europei dell’innovazione. Ognuno di loro attrae in media oltre 12mila euro di stanziamenti Ue.
    Il Lazio è capace di attrarre, grazie soprattutto alla rete di enti e centri di ricerca pubblici sul territorio, ben il 23,64% delle risorse Ue conquistate dal nostro Paese. Una performance di poco superiore a quella della Lombardia che assorbe il 21,45% dei fondi assegnati al nostro Paese. Più lontani il Piemonte (10,65%), la Toscana (con il 9,55%), l’Emilia Romagna (8,31%). Seguono, poi, Veneto, Liguria e Campania intorno al 6% mentre la Puglia assorbe circa il 5 per cento. Modeste o quasi nulle le performance delle altre Regioni.
    Il paradosso è che l’Italia rischia a conti fatti di finanziare la ricerca degli altri incassando meno soldi rispetto a quelli che invia a Bruxelles per il bilancio Ue.Questo anche perché le regioni del Mezzogiorno sembra non essere capace di bussare alla porta di Bruxelles perdendo l’opportunità di sfruttare risorse fresche per lo sviluppo.
    Dei fondi assegnati finora da Bruxelles per fare innovazione su dieci settori strategici (dalla salute alle biotech, dall’Ict alle nanotecnologie, dall’energia all’ambiente, ai trasporti, allo spazio e alla sicurezza)l’Italia è riuscita a conquistare quasi il 9% della torta a disposizione: poco meno di 2 miliardi in tutto.
    IL TEAM TELECONTROLLO GSM

  18. Italia, ricerca a picco

    FEDERICO GUERRINI - La Stampa
    “Chi segue l'ambito della ricerca e dei progetti industriali, come faccio io da anni, si rende conto che ci stiamo afflosciando”. È un grido di allarme, quello del professor Angelo Raffaele Meo (nella foto), pioniere dell'informatica e decano della ricerca scientifica in Italia. Un monito che prende le mosse da alcuni dati presenti, ad esempio, nell'Annuario Scienza e Società 2012 della società Observa, di recente pubblicato da Il Mulino. Da esso si evince, fra l'altro che, nella speciale classifica del numero dei ricercatori su 1000 occupati, l'Italia occupa la trentaquattresima posizione su trentacinque paesi – giusto davanti all'Argentina - con la metà dei ricercatori di paesi come la Corea, la Slovenia, l'Estonia, per non parlare dei paesi del Nord Europa. “Tanto per fare qualche esempio – prosegue Meo – la Nuova Zelanda ha 10,8 ricercatori per migliaio di occupati, l'Islanda 18 e noi soltanto otto. Siamo indietro non solo rispetto a paesi come quelli del Nord Europa, tradizionalmente molto attenti a investire in questi ambiti, ma anche a nazioni cosiddette “minori” come la Slovenia”.
    Prosegue quindi la tendenza evidenziata anche da studi precedenti, come l'Innovation Union Competiveness Report del 2011 dell'Unione Europea, che, prendendo in esame il periodo 2000 – 2009 evidenziava un modesto incremento nella percentuale di investimenti in innovazione del Bel Paese, dal 1,05 % del prodotto interno lordo di inizio millennio all'1,27 % del 2009. Nello stesso periodo, la media europea di crescita nel settore era dell'1,9 %. “Gli ultimi due anni hanno visto acuirsi ancor di più la forbice – spiega Meo – la ricerca da noi oggi rappresenta solo l'1.1% del Pil contro il 2.2% degli altri”.
    Se si allarga lo scenario al contesto extraeuropeo, il quadro si fa ancora più fosco, anche per via delle leggi particolarmente stringenti adottate dall'Ue; a differenza di quanto accada in altri paesi, tipicamente i paesi dell'Est, dove viene finanziata non solo la parte “teorica” di ricerca e sviluppo, ma anche la realizzazione del prodotto vero e proprio, in Europa la ricerca è considerata soltanto quella volta all'acquisizione di nuove conoscenze. “Viene spesata anche la costruzione dei prototipi – racconta il professore – ma soltanto se ci si ferma a quello a quelli pre-competitivi, senza arrivare al manufatto industriale”.
    Altro indicatore interessante: l'indice di innovativà, un parametro proposto da studiosi come Giovanni Zanetti dell'Università di Torino, pari al rapporto del contributo percentuale alle esportazioni dei prodotti "science based" diviso l'analogo contributo dei prodotti maturi. Il nostro indice è pari alla metà di quello spagnolo, un quarto di Francia e Germania, un quinto del Regno Unito, per non parlare, come al solito, dei paesi del Nord. Secondo Meo, “quei dati sono strettamente correlati con gli indici dello sviluppo economico e con i valori degli investimenti in ricerca e sviluppo.
    Ad esempio, nell'ultimo decennio il prodotto interno lordo del nostro Paese è cresciuto poco meno della metà della media europea, e così pure gli investimenti in ricerca e sviluppo sono stati meno della metà della media europea. Stupisce perciò che, nel dibattito delle ultime settimane sugli interventi per la crescita economica, il Presidente del Consiglio, membri del Governo ed autorevoli economisti hanno parlato prevalentemente di liberalizzazioni e quasi mai di ricerca. Mi domando perchè. In passato, si teorizzava che dalla crisi economica si esce con investimenti in ricerca e sviluppo. Perché oggi non se ne parla più?”.
    Non è solo il mondo accademico ad avere l'acqua alla gola: uno degli aspetti più gravi della situazione della situazione italiana è rappresentato dal fatto che la spesa in ricerca e sviluppo del settore privato è bassissima (0.7% del PIL, contro una media Ocse pari a 1.6%). “È un dato facilmente rilevabile – commenta il professore - anche senza bisogno di consultare le statistiche: basta guardarsi intorno e adoperare un po' di senso comune per constatare come quasi tutti gli elettrodomestici della mia casa, e delle case degli italiani, vent'anni fa erano di produzione nazionale e oggi sono tutti fatti all'estero”.
    Che fare, dunque? Una soluzione potrebbe essere quella di incentivare l'innovazione aumentando le disponibilità degli strumenti di finanziamento della ricerca industriale come il Fondo per le Agevolazioni della Ricerca e il Fondo per l'Innovazione Tecnologica. “Certamente, si tratta di aiuti di stato – chiosa Meo - ma, per la conoscenza acquisita sul campo, sono certo che gli aiuti di stato messi in campo dagli altri paesi europei sono ricchissimi, mentre nei paesi dell'Est non soltanto la ricerca ma anche lo sviluppo sono finanziati dai governi nella quasi totalità delle spese. Incidentalmente, le spese in ricerca e sviluppo, se correttamente disciplinate, sono costituite prevalentemente da spese di personale, che diventeranno fattori di sviluppo economico ancora prima di divenire innovazioni di prodotto e processo”.
    IL TEAM TELECONTROLLO GSM

  19. Quadrio Sondrio geometri

    SERPENTINI:

    I Serpentini sono rocce metamorfiche che derivano dalla trasformazione delle peridotiti, il principali componenti della parte superiore del mantello terrestre. Hanno origine oceanica e presentano tipicamente colore verde, grana fine e alternativamente una tessitura fibrosa con notevole scistosità o, al contrario, una tessitura massiccia priva di scistosità. Se lucidato ha una ottima lucentezza vitrea.

    Decisamente duri da lucidare (7 mohs) trovarono poco utilizzo decorativo nell' architettura monumentale antica che non conosceva i diamanti industriali.
    Come le odierne pietre semipreziose erano impiegati lucidi per monili e oggetti, le credenze antiche li consideravano collegati ai serpenti, da qua il nome, e per questo motivo si portavano gioielli in serpentino per proteggersi dai velenosi rettili.

    Formandosi ad una profondità (pressione) maggiore di tutte le altre rocce è tra le migliori per durezza e resistenza a ogni tipo di aggressione: chimica (anche di acidi forti), fisica, meccanica. Viene molto richiesto in Germania con la fama di essere un materiale eterno. Non sappiamo se sia vero, ma dovremo aspettare veramente tanto per saperlo.

    I popoli valtellinesi li usarono per erigere i millenari terrazzamenti che rendono coltivabili i declivi della valle (Patrimonio dell' Unesco), oltre a costruirci muri, architravi, tetti e pavimenti delle loro abitazioni, la lastricatura delle strade, i tombini, i ponti, le chiese, gli argini dei fiumi, le panchine, le fontane e le sculture nei centri dei paesi che essendo opere statiche a secco durano come le montagne.

    Come le altre pietre è un materiale assolutamente atossico tanto che viene usato da millenni in cucina per la cottura (col nome di pietra ollare) perche', a differenza del metallo o del fuoco diretto, si riscalda lentamente e diffusamente dando una cottura uniforme senza bruciature superficiali. Ci sono sia le piastre da brace che le pentole da brasato lavorate a tornio.

    Quando i prodotti imitativi sostengono le supposte doti di superiorità del gres rispetto alla pietra naturale devono per forza dimenticarsi dei silicati in genere e del serpentino in particolare facendo finta che esistano solo i calcari con i quali hanno vita facile essendo il gres un silicato artificiale ottenuto per vitrificazione ad alte temperature che chimicamente non ha nulla a che vedere con i marmi veri.

    Composizione:
    serpentino, olivina (silicato di magnesio), pirosseno, anfibolo e magnetite.

    collocazione geologica:
    Cretacico-Paleocene 140-65 milioni di anni fa.


    Presentiamo una selezione di pietre naturali e le loro schede tecniche, sono indicati i materiali di origine alpina e la societa' estrattiva se associata. Sono tutti rigorosamente di origine naturale.. Data la variabilita' naturale le immagini sono indicative.
    In grassetto i materali di provenienza alpina


  20. The Hub Roma: ad aprile il nuovo spazio italiano per l'innovazione. Intervista a Dario Carrera

    Perché il co-working, che permette a professionisti e imprenditori appartenenti a settori diversi di condividere uno stesso spazio, è solo il punto di partenza, il mezzo per raggiungere fini più alti. L'obiettivo è cambiare la società, creare innovazione e migliorare il nostro quotidiano. È questa l'idea che sta alla base del movimento degli hubbers, giovani rivoluzionari le cui armi sono un laptop, uno smartphone, caricatori e chiavette usb. La loro casa si chiama The Hub.
    Dal 2005, anno di nascita del movimento degli hubbers, gli Hub si sono diffusi in tutto il mondo, a Londra, Amsterdam, Madrid, Atlanta, Johannesborg, New York. In Italia, dopo l'esperienza di Milano e di Roveteto (TN), sarà Roma, tra poco più di un mese, ad accogliere il nuovo spazio italiano per l'innovazione sociale. Abbiamo intervistato Dario Carrera (foto), uno dei fondatori di The Hub.
    Cos'è The Hub?
    È un network internazionale di persone e spazi per l'innovazione sociale. Un luogo fisico che facilita le connessioni tra persone che condividono interessi, idee, progetti. I settori di interesse sono vari, dal turismo responsabile ai temi legati all'open source, alla finanza etica, dal commercio equo e solidale al fair fashion. Tutti campi che vengono ripensati con le nuove tecnologie. Non cambia il prodotto, ma il processo.
    Chi sono gli hubbers?
    In media non superano i 35 anni, hanno formazione varia ed i loro valori sono accessibilità, condivisione, connessione e alta competenza per aggredire le quotidiane sfide di natura sociale attraverso imprese e progetti.
    Come avviene il passaggio dall'idea all'impresa?
    Facilitando le connessioni all'interno dell'Hub. A livello informale con gli incontri alla macchina del caffè o tra vicini di scrivania. A livello formale interveniamo noi, manager dello spazio fisico, gli host: mettiamo in contatto questi ragazzi attraverso situazioni ed eventi in cui condividere il proprio percorso.
    Cosa dovrebbe fare l'Italia per incentivare lo sviluppo delle start up?
    Alleggerire la burocrazia, aprirsi a modelli societari che sono già ottime pratiche all'estero e che basterebbe replicare; ed una su tutte: abbattere la sfiducia e la rigidità degli intermediari finanziari così da non perdere idee validissime che spesso vengono sviluppate all'estero.

  21. Energie rinnovabili, un Manifesto artistico per renderle belle

    Roma, 20 mar. (Adnkronos) - Pale eoliche colorate come girandole, turbine che sembrano fiori giganti, alberi con rami carichi di pannelli fotovoltaici, illuminazione stradale mascherata da foreste solari, e poi linee sinuose, spirali e sculture, geometriche o floreali. Chi lo ha detto che le tecnologie e gli impianti dedicati alle rinnovabili devono essere senza volto o, peggio ancora, antiestetici? Se un edificio, oltre ad essere funzionale, può anche essere bello, la stessa cosa può accadere per queste strutture, con ricadute positive sul paesaggio e anche in termini di competitività industriale.
    Marketing? No: arte, quella che trova le sue linee guida nel Manifesto dell'Energitismo, il movimento creativo che guarda alle rinnovabili. "Crediamo in un movimento che esprima i canoni di una nuova filosofia tecnologica, che superi la dicotomia tra tecnologia e bellezza - si legge nel Manifesto - non vogliamo più nascondere le tecnologie che fanno parte della nostra identità. Non vogliamo protesi ma gioielli sulle nostre case".
    La parola d'ordine è "técnophilia", amore incondizionato per la tecnologia, simbolo di innovazione, ma anche fonte di ispirazione per architetti, designer, artisti, urbanisti, scienziati, inegneri e tecnici chiamati a raccolta dal movimento per trasformare la tecnologia in arte.
    Così, si ribalta il concetto di "Nimby" (not in may backyard) trasformandolo nel nuovo "Yimby" (yes in my backyard), perché diventa difficile dire no a una struttura utile e anche esteticamente pregevole. A tutto questo si aggiunge la strategia industriale sulla competitività delle aziende italiane, generalmente di piccole e medie dimensioni, che si trovano a competere con colossi stranieri, soprattutto cinesi. Puntare sulla qualità del prodotto combinata a design, stile e creatività è ciò che da sempre rende inimitabile il Made in Italy.
    "L'energitismo vuole mettere fine al confitto tra mondo reale, fatto di bisogni energetici e il mondo sognato, il mondo della bellezza, dell'armonia come realtà d'essere, perché il richiamo del bello è dentro di noi e invece che negarlo è meglio affrontarlo - spiega l'architetto Nicoletta Di Marco, co-fondatrice del movimento - Ma in che modo? Dando dignità alla tecnologia, facendo delle tecnologie oltre che un'esperienza energetica un'esperienza estetica".
    Fondato da Claudia Bettiol nel 2011 insieme con un network di ricercatori di diverse disipline, sensibili ai temi delle rinnovabili e dell'efficienza energetica (Bettiol & Partners), l'Energitismo applica quindi l'arte alle tecnologie, in particolare quelle dei piccoli impianti per uso domestico. Il sito del movimento (www.energitismo.org) offre un'ampia panoramica dei buoni e dei cattivi esempi, realizzati o progettati, inventariati e fotografati nel tempo per dimostrare, attraverso le immagini, la differenza tra un impianto di design e uno tradizionale.
    IL TEAM TELECONTROLLO GSM

  22. La creatività tecnologica e il cinema

    Nell’era della tecnologia e dell’informatica in cui viviamo, ogni cosa è scandita da una sequenza numerica. Il codice binario la fa da padrone e sembra che in ogni momento della nostra vita debba essere accompagnato da uno smartphone, un i phone, un I pad e così via . Abbiamo talmente tanta fame di tecnologia e innovazione in campo meccanico che più che di contenuti siamo affamati di hardware. La creatività tecnologica ha invaso anche il cinema; da qualche anno, infatti, la maggior parte dei film vengono distribuiti in 3D, e non parlo solo delle ultime uscite, ma anche dei grandi film degli anni passati che hanno fatto epoca. Lo spettatore medio di oggi vuole essere bombardato di immagini, vuole che il film viva davanti ai suoi occhi. E i contenuti? La storia? Va bene la creatività teconologica, segno di progresso e che ci semplifica la vita, ma al cinema ci vogliono le storie, e queste storie dove sono andate a finire?
    Alcuni registi, soprattutto in America, tendono a ripescare le storie dalla letteratura, dai videogiochi e dai fumetti; così non possiamo fare a meno di notare che negli ultimi tempi c’è penuria di sceneggiature originali, ovvero di storie nate dal genio e dalla fantasia degli sceneggiatori o dei registi.
    IL TEAM TELECONTROLLO GSM

  23. Come diventare imprenditori di successo

    http://www.headrestcontroller.it

    Vi proponiamo i video delle interviste a imprenditori ed autorità del nostro tessuto imprenditoriale locale.
    Ecco quali sono gli ingredienti, da loro consigliati come necessari, per diventare imprenditori di successo.......

    Il team Headrest Controller

  24. Ducati e Valentino Rossi

    http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/sport/2012/03/19/visualizza_new.html_134590302.html

    è stata presentata la nuova "DUCATI GP12"per il prossimo campionato mondiale di Motogp su facebook.
    La casa motociclistica è uno dei nostri brand storici, che con Rossi promuove il Made in Italy a livello internazionale.
    Anche se wolkswagen stà trattando la compravendita della casa di Borgo Panicale, Valentino è stato fino ad oggi sempre attento a rilanciare i marchi nazionali,

    IL TEAM LAMPADA DI PANDORA.

  25. Le rinnovavabili

    http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rinnovabili/2012/03/20/visualizza_new.html_134702837.html

    A Roma primo impianto idro-metano in Italia.
    "Questo impianto - ha commentato Alemanno - testimonia come l'università sia luogo della ricerca e dell'innovazione per eccellenza.......
    IL TEAM LAMPADA DI PANDORA

  26. Innovazione scuola. Un tablet sul banco e la scuola diventa social

    Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, tra i banchi in formica della scuola di oggi, immagina le classi 2.0 di domani. E propone un tablet al posto dei libri di testo, un’unica tavoletta elettronica per contenere in un centimetro di spessore le migliaia di pagine dei volumi che accompagnano gli studenti nell’arco della carriera. E che oltre il contenuto, hanno anche un peso importante, in chilogrammi, sorretto da zaini sempre più rinforzati. Un fardello che dalle scuole raccontate da Collodi e De Amicis è diventato sempre più grande, e che finalmente la tecnologia può contribuire ad alleviare. Aumentando nello stesso tempo la quantità di informazioni disponibili a chi studia.

    Una scuola touch. Le possibilità di integrazione delle nuove tecnologie già nella scuola di oggi sono molto alte. Certo in un’istituzione piagata dalla cronica mancanza di risorse, il prezzo per l’acquisto di un tablet per ogni studente potrebbe essere un ostacolo serio. Ma in India, il tablet da 30 dollari è una realtà, e nasce specificamente come strumento didattico. Ciò che offre un tablet più di un notebook è la possibilità di essere usato oltre che come libro di testo, come quaderno, blocco appunti, strumento di precisione grazie ai giroscopi, estensione di un banco-desktop gestibile senza una tastiera o un mouse. Caratteristiche che si ritrovano in tutti i modelli disponibili sul mercato, certo migliore è l’hardware e più ampie saranno le possibilità di applicazione. Ma per far diventare i compiti “touch”, è necessario che l’infrastruttura scolastica venga adeguata. Questo significa come minimo, accesso alla banda larga per gli studenti in classe e a casa.

    La scuola diventa una app. Con l’introduzione della tecnologia come strumento didattico, non si può prescindere da un cambiamento dell’istituzione. Che non può terminare con il semplice adattamento, ma deve diventare una trasformazione. Di più: la trasformazione dei modi, degli strumenti e delle catergorie della scuola deve diventare un elemento strutturale, per permettere un’evoluzione costante e sistematica della scuola e degli studenti stessi, oltre alle modalità didattiche. E soprattutto dei docenti, per cui il lavoro di insegnamento diverrebbe giocoforza e proficuamente anche una ricerca e un aggiornamento costante.
    Studiare è social. Il tablet è solo il più vicino degli orizzonti, anche per la velocità con cui le tecnologie cambiano, e con loro i relativi costi. Dopo le lavagne elettroniche, non è lontano il giorno in cui ogni studente potrà avere un banco-tablet, come quello che oggi vediamo nei telegiornali, sincronizzato con il proprio dispositivo mobile e con il computer a casa. Lo spazio della scuola si estenderebbe per superare i confini dell’edificio, ed entrare nella vita dello studente con dinamiche di intervento e condivisione che arrivano dal mondo del web sociale, piuttosto che dai videogiochi – un universo di stimoli e verifiche riconvogliabili nella didattica, da non sottovalutare. ma senza guardare lontano, l’elemento tecnologico è in grado già ora di rivoluzionare le dinamiche dell’istruzione scolastica così come la conosciamo, Anche senza arrivare alla scuola 2.0, già nella 1.5: ad esempio, i “compiti in classe” potrebbero essere un’evoluzione di un lavoro individuale svolto durante il programma, e non solo una verifica di apprendimento.

  27. MIUR: ‘Smart Education Days – Educazione & Tecnologie’, verso la 3 Giorni per la Scuola

    Mappamondo - Si informa che, a partire dall'anno in corso, Città della Scienza promuove, di concerto con l'USR per la Campania, una nuova iniziativa in favore del mondo scolastico: "Smart Education Days – Educazione & Tecnologie". Tale manifestazione, ideata nella linea della "3 Giorni per la Scuola", è interamente dedicata alle nuove tecnologie per la didattica e si svolgerà il 28 e 29 marzo 2012 presso la Città della Scienza di Napoli.
    La "3 Giorni per la Scuola", che nel 2012 giungerà alla sua X edizione, ha, infatti, raggiunto un'adesione e un consenso ampio che ne richiede l'estensione oltre il periodo di metà ottobre che annualmente occupa: ecco quindi nascere l'idea di "Smart Education Days", l'evento primaverile che ogni anno si proporrà alla Scuola come luogo di ricerca-azione sul tema dell'innovazione tecnologica. "Smart Education Days" vuole essere un'iniziativa di raccordo tra la scuola e l'innovazione tecnologica nella didattica e prevede un'area espositiva che sarà il luogo dove realizzare incontri, laboratori aperti e approfondimenti in cui dirigenti scolastici, docenti, studenti e gli altri operatori diretti o indiretti del mondo della scuola potranno incontrare in modo coinvolgente ed attivo le nuove tecnologie.
    La manifestazione rappresenta un'opportunità di visibilità per i "prodotti" più innovativi e contemporaneamente uno stimolo ad un approccio critico all'utilizzo delle nuove tecnologie didattiche, nella prospettiva di un effettivo miglioramento della qualità del processo di apprendimento/insegnamento. "Smart Education Days" chiama a raccolta dirigenti scolastici, docenti, studenti, associazioni degli insegnanti e dei dirigenti, Istituzioni, Enti Locali, Università, Enti di ricerca, luoghi dell'educazione non formale e imprese.
    Gli assi tematici della I edizione di "Smart Education Days", che riprendono il Piano Nazionale Scuola Digitale del M.I.U.R., sono:
    LIM: Il piano di diffusione delle Lavagne Interattive Multimediali per accompagnare il processo di innovazione della didattica attraverso l'uso di tecnologie informatiche.
    Cl@ssi 2.0: Ambienti di apprendimento innovativi, individualizzazione e personalizzazione degli apprendimenti, formali-non formali, contenuti didattici digitali, metodologie didattiche.
    Editoria digitale: Contenuti didattici per ambienti di apprendimento innovativi.
    Per eventuali richieste di informazioni e chiarimenti si potrà fare riferimento all'Area Educazione e Comunicazione Scientifica – edutech@cittadellascienza.it
    Per visionare il programma della manifestazione: http://www.cittadellascienza.it/notizie/edutech-salone-scuoladigitale-
    Si invitano le SS.LL. ad intervenire alla manifestazione e a favorire la partecipazione dei propri docenti e allievi nell'assoluto rispetto dell'autonomia decisionale delle Istituzioni scolastiche. Per iscriversi alla manifestazione: http://www.cittadellascienza.it/machform/view.php?id=5

  28. parte 2 I NUMERI/ Quanto conta la laurea per un lavoro e lo stipendio?

    Il nuovo Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati italiani, che ha coinvolto circa 400mila laureati a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo (l’analisi e la documentazione completa è disponibile su www.almalaurea.it), conferma un quadro occupazionale complessivamente in difficoltà.

    Aumenta la disoccupazione fra i laureati triennali: dal 16% al 19% (l’anno precedente l’incremento aveva superato di poco il punto percentuale). La disoccupazione lievita anche, e risulta perfino più consistente, fra i laureati specialistici biennali, quelli con un percorso di studi più lungo: dal 18% al 20% (la precedente rilevazione aveva evidenziato una crescita inferiore ai 2 punti percentuali). Il tasso di occupazione dei laureati triennali, calcolato sulla sola popolazione che non risulta iscritta a un altro corso di laurea, a un anno è pari al 69%; è il 57% tra gli specialistici biennali e il 37% tra i laureati a ciclo unico. Facendo, più opportunamente, riferimento al tasso di occupazione adottato dall’Istat nell’Indagine sulle forze di lavoro, che considera occupati anche quanti sono impegnati in attività formative retribuite, l’esito occupazionale dei collettivi in esame migliora considerevolmente. Più nel dettaglio, il tasso di occupazione lievita fino al 73% tra i laureati triennali, al 72% tra gli specialistici biennali, al 62% tra i laureati a ciclo unico.

    Con la sola eccezione dei laureati specialistici a ciclo unico, a un anno dall’acquisizione del titolo diminuisce il lavoro stabile. La stabilità riguarda così il 42,5% dei laureati occupati di primo livello e il 34% dei laureati specialistici (rispettivamente -4% e -1% rispetto all’indagine 2010). Contemporaneamente si dilata la consistenza delle forme contrattuali a tempo determinato e interinale (definite lavoro non standard), del lavoro parasubordinato e del lavoro nero (laureati senza contratto). Quest’ultimo, a un anno, riguarda il 6% dei laureati di primo livello, il 7% degli specialistici, l’11% di quelli a ciclo unico. Le retribuzioni a un anno dalla laurea (pari a 1.105 euro mensili netti per i laureati di primo livello, 1.050 per gli specialistici a ciclo unico, 1.080 per gli specialistici), già non elevate, perdono ulteriormente potere d’acquisto rispetto alle indagini precedenti (la contrazione risulta compresa fra il 2% e il 6% solo nell’ultimo anno).

  29. Lavoro I NUMERI/ Quanto conta la laurea per un lavoro e lo stipendio?

    Andrea Cammelli
    venerdì 16 marzo 2012
    Le crescenti difficoltà occupazionali incontrate dai giovani, neo-laureati compresi, negli ultimi anni si sono inevitabilmente riversate anche sui laureati di più lunga data, anche se occorre sottolineare che, col trascorrere del tempo dal conseguimento del titolo, le performance occupazionali migliorano considerevolmente. A tre anni dal titolo il 74% degli specialistici si dichiara occupato, la quota di chi ha un lavoro stabile sale di 19 punti (57%), le retribuzioni nominali superano 1.250 euro. Tra i laureati 2006, a cinque anni, il tasso di occupazione è del 78%, la stabilità si estende fino a coinvolgere il 70% degli occupati pre-riforma. Nota dolente è rappresentata dalle retribuzioni che hanno visto il loro valore reale ridursi, negli ultimi sei anni, del 17% circa (dell’8% solo nell’ultimo anno).
    Ma vale ancora la pena laurearsi? Le evidenze empiriche portano a dare una risposta affermativa. Nell’intero arco della vita lavorativa (fonti Istat e Ocse) la condizione occupazionale e retributiva dei laureati resta migliore di quella dei diplomati di scuola secondaria superiore. In un contesto in cui sono ancora pochi i laureati in Italia: si registra un forte ritardo sul terreno della scolarizzazione superiore nella popolazione adulta (ancora oggi il 75% dei laureati di primo livello porta a casa un titolo di studio mancante in famiglia) e si fatica a comprendere il ruolo strategico degli investimenti in istruzione superiore e in ricerca.
    Inoltre, in Italia è penalizzata soprattutto l’occupazione più qualificata. Tra il 2004 e il 2008, tranne che in una breve fase di crescita moderata, l’Italia ha fatto segnare una riduzione della quota di occupati nelle professioni ad alta specializzazione, in controtendenza rispetto al complesso dei paesi dell’Unione europea. Un’asimmetria di comportamento che si è accentuata nel corso della crisi: mentre al contrarsi dell’occupazione, negli altri paesi è cresciuta la quota di occupati ad alta qualificazione, nel nostro Paese è avvenuto il contrario. Probabilmente almeno una parte dei laureati che in questi anni sono emigrati dall’Italia fanno parte del contingente di capitale umano che è andato a rinforzare l’ossatura dei sistemi produttivi dei nostri concorrenti!.

  30. Cuffie universali

    http://news.cnet.com/8301-17938_105-57369818-1/earphones-know-left-from-right-even-when-you-dont/

    Il team Headrest Controller vi informa di una interessante, particolare e affascianante innovazione, ovvero “cuffiette che sono in grado di scambiare automaticamente i canali audio trasmessi, riconoscendo di fatto in quale orecchio ognuno dei due auricolari è inserito”: cuffie universali.
    Inolte “quando gli auricolari sono indossati da una sola persona, fra i due capi viene emessa una debolissima corrente, che invece si interrompe quando le cuffiette sono condivise da due ascoltatori. Questa interruzione funge da innesco per un altro circuito, che invece riesce ad inviare entrambi i canali stereo su ognuno dei due auricolari. In questo modo, i compagni di musica potranno ascoltare al meglio quanto viene riprodotto dal player condiviso.”Questo e molto altro viene offerto dai ricercatori dell'Igarashi Design Interfaces Project di Tokyo. Innovazione interessante che si affaccia su un pubblico molto vasto, sopratutto I giovani.

  31. La riforma del lavoro

    http://www.corriere.it/economia/12_marzo_15/art-18-come-cambia_4e22c3f6-6e65-11e1-850b-8beb09a51954.shtml

    L'Italia è una nazione che basa la sua forza economia sul comparto manufatturiero; attualmente per il rilancio del paese, il governo stà valutando da tempo di modificare l'articolo 18, riguardante le dinamiche del mercato del lavoro.
    Questa è la priorità dell'attuale legislazione per dare impulso all'economia nazionale.
    IL TEAM LAMPADA DI PANDORA.

  32. Le innovazioni cleantech: i paesi all’avanguardia

    La forte crescita del settore cleantech promette profitti importanti a chi sa anticipare le tendenze e la concorrenza. Infatti, un alto livello di innovazione è indispensabile per potersi affermare in un mercato che si sviluppa tanto rapidamente. In questo contesto, la Svizzera consegue solo voti medi nell’attuale «Cleantech Countries Innovation Index» del WWF, piazzandosi a grande distanza dai capofila Danimarca, Israele e Svezia.

    La Svizzera occupa il 15° posto nell’indice stilato dal WWF in collaborazione con la società di consulenza Cleantech Group, che ha valutato la forza innovativa nel settore delle tecnologie pulite di 38 paesi. Con 2,7 punti su una scala aperta, la Svizzera consegue 2 punti in meno della capofila Danimarca e 2 punti in più del fanalino di coda Russia. Appunto: un risultato mediocre. Tuttavia, il rapporto ne loda la forza innovativa in generale, lasciando ben sperare per il futuro.

    Ai vertici del «Cleantech Countries Innovation Index» si piazzano dunque Danimarca, Israele, Svezia e Finlandia. Tra i primi dieci figurano anche USA, Germania, Canada, Corea del Sud, Irlanda e Gran Bretagna. Nella valutazione della forza innovativa in generale, la Svizzera si trova agli stessi livelli di Svezia, Finlandia, USA, Canada, Irlanda e Australia, ma perde terreno nel settore specifico del cleantech (capofila Danimarca, Finlandia, Germania e Corea del Sud; Svizzera: 19°), nelle innovazioni cleantech in fase di sviluppo (leader: Israele, seguito da Danimarca, Svezia e USA; Svizzera: 17°.) e nelle innovazioni cleantech già commercializzate (prima: Danimarca, seguita da India, Cina e Irlanda; Svizzera: 15°).

  33. La Finlandia lancia il «green mining»

    Roland Meier
    In Finlandia, anche l’attività mineraria dovrà diventare verde. Come espresso nel «Green Mining Programme» lanciato nel 2011, Suomi intende progredire entro il 2020 a capofila dell’ecosostenibilità nell’ambito dell’esplorazione, dello sfruttamento, dell’estrazione e della preparazione di risorse minerarie e metallifere.

    A questo scopo, gli esperti prevedono un forte aumento degli investimenti in ambito minerario. Si stima che nei prossimi anni, 3 miliardi di euro saranno destinati al rinnovo di attrezzature, impianti ed edifici volti a favorire lo sviluppo di un’industria mineraria ecologica.

    Inoltre, il Ministero finlandese dei trasporti prevede che occorrerà investire 5 miliardi di euro per migliorare l’accesso ferroviario alle miniere, site prevalentemente nelle regioni settentrionali del Paese.

  34. L'innovazione digitale Sette aziende nell'ex carcere

    Murate, al piano terra dell'edificio "rigenerato" in un micro distretto di imprese che puntano sulla tecnologia
    di ERNESTO FERRARA
    Sette aziende leader dell’innovazione tecnologica che prendono casa al primo piano di un vecchio carcere. Laboratori multimediali e spazi espositivi coperti da wi-fi, a disposizione di operatori e addetti. Al piano terra un centro servizi in grado di fare da “hub” informativo per la rete di imprese e per visitatori e clienti. Una sala da 250 metri quadrati per le videoconferenze internazionali, con un monitor fornito dal gigante Cisco, per “connettere” le riunioni e organizzare meeting virtuali. In quello che un tempo fu luogo di privazione, Palazzo Vecchio scatena traiettorie di libertà, di innovazione. Con l’ambizione di creare sviluppo. E’ la favola tecnologica delle Murate. La “svolta 2.0” della vecchia prigione della città, che già da anni ospita case popolari e dal prossimo 15 marzo debutta nell’inusitata veste di «distretto urbano dell’innovazione». Se volete sognare: una mini Silicon Valley nel cuore di Firenze.
    Niente illusioni: qui non si studiano le nanotecnologie e non si lavora i semiconduttori. Semplicemente, tra una settimana si inaugura il primo piano dell’ala sinistra del vecchio carcere. Sono 1.500 metri quadrati messi a nuovo ai tempi del grande lavoro di riqualificazione del penitenziario, che già ospita alloggi popolari, il caffè letterario, la sede della Fondazione Kennedy e spazi per eventi. Palazzo Vecchio ora ha deciso di scommettere su un polo delle nuove tecnologie: 30 aziende attive nel settore dell’information technology,
    del software e della ricerca applicata ai beni culturali hanno partecipato al bando. Ne sono state selezionate sette (altre tre nei prossimi mesi), tra cui tre spin off dell’Università: dal 15 avranno le chiavi dei locali delle Murate in una cerimonia a cui parteciperanno Renzi, il vice Nardella e l’assessore regionale Scaletti. Non un regalo: pagheranno un affitto. «Un contributo per il network di servizi che il Comune offre», spiega Simone Tani, coordinatore del progetto. In più potranno disporre di un fondo comunale da 270 mila euro per l’attività, che sarà assegnato più avanti.
    Chi sono le aziende? La torinese “Mizar” progetta sistemi di infomobilità: ha realizzato la centrale del traffico di Budapest e sta completando quella di Firenze. “Libero logico” e “Meta” condivideranno lo stesso locale: si occupano di digitalizzazione dei beni culturali. “Centrica” elabora immagini ad altissima definizione, riproduce quadri e affreschi. Tre le spin off: quella di Nicola Torpei progetta tavoli interattivi, Dia.com si occupa di archeologia “2.0” mentre la neo azienda dell’architetto Ruffini progetta immaginifici sistemi di mappatura delle emozioni. Alle Murate troverà sede anche il Micc di Alberto Del Bimbo, il polo d’innovazione città sostenibile, la scuola superiore di tecnologia industriale che gestisce l’incubatore di Brozzi e la fondazione sistema Toscana.

    (08 marzo 2012)

  35. Intervista a Paolo Maugeri

    H5N1: ricerca, politica e società

  36. Competenze

    http://www3.varesenews.it/scuola/articolo.php?id=227592

    Vi segnaliamo l'articolo pubblicato su Varesenews.
    Il Team Headrest Controller

  37. Lavoro: un progetto per un milione di giovani

    Mi limito a segnalarvi un progetto che mi piace moltissimo, che vi invito a leggere ed eventualmente a firmare. Lo propone l'economista Gustavo Piga, docente di Economia Politica a Roma Tor Vergata. Mi piace molto Piga, è un coraggioso senza peli sulla lingua e ha un gran bel blog. Ha studiato anche lui negli States -sembra non ci sia scampo- ma almeno si è tenuto alla larga da Chicago.
    Il suo Appello per un Nuovo Rinascimento, che ha intenzione di presentare al presidente della Repubblica, così recita:

    Chiediamo al Governo che destini l'1% del Prodotto Interno Lordo di ogni anno finanziario del prossimo triennio, 16 miliardi di euro, senza addizionali manovre fiscali, ad un Piano per il Rinascimento delle Infrastrutture Italiane che veda occupati ogni anno 1.000.000 di giovani ad uno stipendio di 1000 euro mensili, con contratto non rinnovabile di 2 anni, al servizio del nostro Patrimonio artistico, ambientale, culturale e a quelle iniziative della Pubblica Amministrazione.

    E' un po' quello che tanti di noi vanno chiedendo da anni: anziché buttar soldi per opere inutili, megalomani e dannose, anziché sprecare denaro del contribuente in mille rivoli che finiscono ad ingrassare le solite tasche, forse sarebbe ora di metter mano all'esistente. A quello che hanno costruito -bene- i nostri padri e i nostri nonni e rimetterlo in sesto (scuole, ospedali, acquedotti); ai nostri disastrati beni culturali, museali ed archeologici; al nostro territorio e ambiente massacrato e tutto da bonificare. Il bello di questa proposta è che non offrirebbe i soliti posti di lavoro di infimo livello, asfaltisti e cementisti, ma darebbe opportunità a migliaia di specialisti, dagli archeologi agli storici dell'arte (che in Italia servono disperatamente, altroché) agli ingegneri, ai geologi, oltre che a tanti periti e diplomati.

    Cosa c'entra Keynes? C'entra: perché Gustavo Piga è, naturalmente, keynesiano. E sembra che questa sia la teoria economica più azzardatamente all'avanguardia che abbiamo a disposizione, in questi tempi bui di dittatura della finanza. Ha circa cento anni, quasi quanti il marxismo. Forse il mondo è un filino cambiato, che ne dite? E' cambiato di brutto almeno due volte, in questi cento anni, e il secondo cambiamento lo stiamo vivendo adesso.
    Perciò, dopo aver firmato l'appello, invito sia voi che Gustavo Piga a leggere questo articolo di Guido Viale, dal Manifesto.

    Non ha più molto senso ragionare su meri aggregati economici espressi in termini monetari, senza tener conto che nessuna politica economica è più praticabile senza una contestuale politica industriale che orienti e condizioni l'oggetto delle produzioni e le modalità del consumo di molti beni e servizi. Questo, a mio avviso, è un limite inemendabile delle analisi e delle proposte correnti di stampo keynesiano.
    E' la "crescita" che va messa in discussione, amici keynesiani e marxisti, la crescita e la pressione insostenibile sull'ambiente. Rassegnatevi: entrambe vanno pesantemente ridiscusse. Ma consolatevi: è l'occasione buona per sviluppare una nuova grande teoria economica. Il mondo la attende da cento anni.

  38. votazione video

    Ho 3 indirizzi di posta elettronica ed ho provato con tutti, ma dopo aver inserito i codici trasmessi (copia/incolla) la risposta è sempre la medesima:" Il codice di verifica inserito non è valido. Si prega di riprovare"
    Cosa sto sbagliando?
    Ringrazio anticipatamente per il contributo

  39. Educare ----

    dr.ssa Maria Grazia Vallorani, psicologa e psicoterapeuta

  40. L'agricoltura prosciuga i fiumi uno su due soffre la siccità

    http://www.repubblica.it/ambiente/2012/03/02/news/ricerca_siccita_fiumi-30827474/

    Su 405 bacini fluviali del mondo, ben 201 subiscono una grave scarsità d'acqua per almeno un mese all'anno. Tra questi, anche il nostro Po. L'allarme lanciato da uno studio scientifico realizzato in collaborazione con il Wwf.

    Quasi 2,7 miliardi di persone soffrono per almeno un mese ogni anno la mancanza di una quantità di acqua necessaria al loro sostentamento. E' quanto emerge da Global Monthly Water Scarcity: Blue Water Footprints versus Blue Water Availability, una ricerca realizzata dall'Università olandese di Twente in collaborazione con il Water Footprint Network di Nature Conservancy e il Wwf pubblicata su PLoS ONE online 1. Lo studio ha analizzato per la prima volta 405 bacini fluviali nel mondo, tra cui il Po, scattando un'allarmante fotografia della disponibilità delle risorse idriche nel mondo.

    Valutando i flussi idrici del periodo compreso tra 1996 e 2005 dei bacini che coprono il 66% delle terre emerse è risultato che ben 201 fiumi, su cui gravita la vita di 2.67
    miliardi di persone, subiscono una grave scarsità d'acqua per almeno un mese all'anno a causa soprattutto dell'agricoltura.

    "Ci sono - afferma Arjen Hoekstra dell'università di Twente, che ha definito il concetto di impronta idrica (volume di acqua necessaria per produrre un bene) - molti luoghi critici: fiumi in secca, diminuzione dei livelli dei laghi e delle acque sotterranee". Tra questi anche il Po, bacino che a fronte di una grande disponibilità d'acqua subisce un prelievo intensivo particolarmente in estate a causa dell'irrigamento dei campi coltivati. Complessivamente il volume medio annuo prelevato ammonta a circa il 70% dei deflussi naturali.

  41. Architettura, ritorno al futuro Il nuovo mattone è la biologia

    http://www.repubblica.it/ambiente/2012/03/04/news/bioarchitettura_frontiere_case-30600412/?ref=HREC2-6

    "Living Architecture", ovvero come trasformare i nostri edifici in strutture dinamiche capaci di parlare con l'ambiente. A colpi di protocellule, alghe e altre tecnologie viventi. La road map nel libro di Rachel Armstrong.


    UNA CITTÀ i cui edifici siano dipinti di protocellule, sistemi chimici "quasi viventi" in grado di sentire il loro ambiente. Palazzi che si fanno più forti con il passare del tempo, adattandosi alle bizzarrie di una Terra che abbiamo reso sempre più instabile. E ancora: muri capaci di assorbire anidride carbonica e trasformarla in una seconda pelle di carbonato minerale, con benefici per l'atmosfera e la struttura in sé. È così che Rachel Armstrong, docente di architettura alla University College London, immagina il futuro delle nostre città: oggi "deserti di cemento", domani (forse) sistemi dinamici più "simili alla vita". Le sue idee sono raccolte in "Living Architecture" 2, libro-manifesto dell'architettura vivente e vademecum della biologia sintetica applicata al settore edilizio. Repubblica.it l'ha incontrata per farsi raccontare i passaggi di questa sperata rivoluzione copernicana.

  42. “Chi usa il computer è un terrorista”, Assad dichiara guerra a Internet

    Nuova giornata di violenze in Siria. Il ministro degli Esteri Terzi, a Istanbul, ha detto che una soluzione deve arrivare «nel pieno rispetto dei diritti dell'uomo e nella protezione delle minoranze religiose». Ma grazie alla nuova legge che impone una stretta sull'informazione via web, il governo siriano potrà anche «qualificare come terrorista chiunque utilizzi il computer» dice a Linkiesta Esclama Okhin membro di Telecomix, un collettivo di hacker da tempo in soccorso dei dissidenti siriani sul web.

  43. Romania: ragazza pubblica su Facebook i resti della nonna

    Una 17enne ha suscitato molto scandalo in Romania per aver pubblicato sul suo profilo Facebook, una foto che la ritrae sorridente accanto ai resti in decomposizione della nonna. Il discusso scatto è stato fatto durante una cerimonia tradizionale in Romania, dove si riesumano i defunti dopo sette anni dalla morte per poi riseppellirli nuovamente in segno di rispetto. La foto ha fatto un boom di click ed ha scatenato una marea di reazioni nella globosfera e non solo. Molti hanno definito lo scatto, un gesto di pessimo gusto. Altri, come la preside della scuola che la ragazza frequenta, hanno trovato la foto, un “modo moderno per dimostrare il proprio affetto verso la nonna”.

  44. Twitter ha inviato dati alla polizia di Boston

    I vertici del celebre servizio di microbloging lo hanno confermato personalmente ed in via ufficiale fugando in tal modo ogni eventuale dubbio circa l’effettiva verdicità di un’informazione che aveva iniziato a circolare già da qualche tempo a questa parte: Twitter ha davvero collaborato con la polizia di Boston relativamente alla protesta Occupy Boston.
    Il team di Twitter, infatti, a quanto pare, avrebbe consegnato alla polizia di Boston numerose informazioni facenti riferimento ad un utente legato alla ben nota protesta.
    Il sito principale della polizia e quello della Boston Police Patrolmen’s Association furono infatti presi di mira e bloccati per diverso tempo da pirati informatici, alcuni dei quali hanno poi sostenuto di aver agito per conto dei manifestanti.
    Conseguenzialmente a tale vicenda le autorità della cittadina americana in questione hanno presentato esplicita richiesta per poter ottenere informazioni da Twitter facenti riferimento a determinati account e specifici hashtag.

    Stando a quanto reso noto da Twitter durante le ultime ore i vertici del servizio di microbloggin hanno però fornito i dati richiesti solo e soltanto relativamente ad uno specifico utente senza aggiungere se le informazioni in questione fossero poi risultate effettivamente soddisfacenti.

    Quanto eseguito da Twitter è stato però aspramente criticato dall’American Civil Liberties Union secondo cui la richiesta è risultata contraria ai diritti del primo emendamento degli Stati Uniti che, appunto, vieta le restrizioni sulla libertà di espressione.

    In merito alla vicenda, comunque, Dick Costolo, CEO di Twitter, ha fatto sapere che “In accordo con la nostra Privacy Policy e i Termini di servizio, le informazioni personali degli utenti di Twitter non vengono rilasciate, ad eccezione di quando legittimamente richieste per procedimenti giuridici dagli organi statali competenti, come nel caso di citazioni, ordini del tribunale, o altri procedimenti legali“.

    Pur trattandosi di informazioni già note la dichiarazione di Costolo ha comunque destato non poca preoccupazione da parte degli utenti iscritti al servizio per quanto concerne la questione privacy.

  45. "expo 2015"

    http://www.expo2015.org/news/gnudi-expo-grande-occasione-il-paese

    bocciata la proposta per le olimpiadi 2020, una vetrina importante di rilancio per l'economia italiana, è l'esposizione universale che si terra a Milano nell'anno 2015.
    Occasione per presentare il "BRAND Italia" e le sue risorse principali.
    IL TEAM LAMPADA DI PANDORA

  46. L'innovazione? La facciamo alla francese

    Innovazione_alla_francese.pdf


    Ci sono tanti modi per fare volontariato, ma questo è sicuramente uno dei più originali. Parliamo dell'iniziativa Réseau Entreprendre Piemonte, sbarcata a Torino sul modello dell'omonima associazione francese, nata in Francia nel 1986 da un'idea dì André Mulliez della dinastia fondatrice del gruppo Auchan. Dopo aver creato 40 associazioni in Francia e altre in Belgio, Marocco e TAinisia, ora è il turno dell'Italia con il Piemonte come apripista. Il primo incoraggiamento lo ha dato la Fondazione cose da non fare per cominciare bene Niente personalismi. Niente gelosie. E nessuna paura di sbagliare. Ecco i consigli degli esperti del Forum digitale della Comunicazione. Non anteporre sempre la gestione e il controllo della propria start up alle opportunità di crescita che vengono offerte da investitori.

  47. “Il mestiere del futuro? Il risolviproblemi”

    Il_mestiere_del_futuro.pdf


    Da La Stampa
    Secondo la strategia europea, nel 2020 dovremo avere il 40 per cento dei trenta-trentaquattrenni laureati o con istruzione universitaria. Francia e Regno Unito ci sono già arrivati. La media Ue è al 33 per cento. L’Italia dovrà conquistare un punto in più per ogni anno, per arrivare al 27% programmato, visto che ora siamo sotto il 20%. Anche così si legge la distanza, un vero «spread» formativo, che ci separa dai nostri primi competitor. Inutile dividersi tra fautori della cultura umanistica e di quella tecnico-scientifica di fronte a questa arretratezza, figlia di una domanda di lavoro qualificato ancora troppo debole. Ma il fatto che le imprese privilegino ancora il diploma alla laurea, eredità di un modello di sviluppo che dovrà cambiare, non deve produrre un effetto ottico discorsivo: laurearsi a tre-cinque anni sarà sempre una buona polizza assicurativa per il futuro.

    Continua a leggere l'allegato.

  48. L'Assessore all'innovazione si complimenta con i ragazzi di Supra

    http://www.provincia.bz.it/usp/285.asp?redas=yes&aktuelles_action=4&aktuelles_article_id=387061

    Vi segnaliamo il link dove in un bell'articolo troverete una sintesi dell'incontro tra i ragazzi di Supra e l'Assessore all'Innovazione Roberto Bizzo. Vi cosigliamo anche i video!

  49. Fanta Solar Energy

    Fonte: rinnovabili.it
    Fra Cina e Usa è ormai in atto una guerra che, almeno per il momento, non si combatte ancora con le armi. A giocare al massacro sono le grandi banche che controllano le monete (compresa la Federal Reserve e la Banca Europea) e le grandi industrie. Il terreno preferito di scontro è la corsa all’acquisto di quello che resta dell’Europa e chi sarà il primo paese industriale del mondo.

    Se da una parte le banche stanno riducendo gli Stati Europei in povertà costringendoli a svendere il loro patrimonio, dall’altra parte molto spesso gli acquirenti non sono gli amici della finanza ma le industrie cinesi (e qualche volta del BRIC).

    E in questa guerra la Germania gioca il ruolo sciocco del marito che si taglia gli attributi per fare un dispetto alla moglie. Concentrata su se stessa, ha ormai spostato il suo baricentro degli affari a est e in Russia e vuole entrare prepotentemente nel mercato del lusso in Cina. Ma per attuare questo suo piano deve pagare un prezzo e la Cina ha chiesto di acquistare le maggiori imprese energetiche europee e le infrastrutture portuali per far arrivare le sue merci sulle sponde del Mediterraneo. Dalla Grecia alla Spagna, dal Portogallo all’Italia. Così la Cina invaderà questi stati con i suoi prodotti a basso costo, che saranno gli unici che i poveri cittadini dell’Europa mediterranea si potranno comprare, e assedieranno la Germania da Sud.

    Proviamo a vedere che cosa potrebbe accadere a queste imprese energetiche europee una volta che saranno passate sotto il controllo cinese. E cominciamo in connessione con le politiche del fotovoltaico.

    In questo momento la politica cinese delle sovvenzioni all’industria solare ha portato a un eccesso di offerta e al crollo dei prezzi. In sostanza la produzione cinese del 2012 è praticamente il doppio della richiesta mondiale.

    Questo ha comportato la chiusura di molte imprese in occidente e praticamente potrebbe condurre alla fine delle industrie solari. Proprio come anni fa è accaduto per l’elettronica che non ha più sedi operative nei paesi occidentali. Tra Usa e Cina è in corso una vera battaglia con i primi che provano a mettere dazi sociali o ambientali ai prodotti cinesi e a dare altre sovvenzioni alle poche industrie rimaste.

    Proviamo allora a disegnare un Fanta Solar Scenario.

    E se la Cina invadesse i nostri paesi mediterranei con i suoi pannelli a basso costo? E se avesse tutto l’interesse a modificare il business delle imprese energetiche che si compra convertendole in distributori di energia solare? I costi dei pannelli hanno reso vicina la gridparity e reso realizzabile il sogno di migliaia di famiglie di raggiungere l’indipendenza energetica anche senza conto energia, ossia anche in assenza di sussidi statali.

    La Cina avrebbe diversi vantaggi: troverebbe una collocazione per il suo eccesso di produzione, diventerebbe leader incontrastata delle rinnovabili, avrebbe maggiore petrolio a disposizione per il suo uso interno.

    Se poi attuasse anche la politica di concedere direttamente tramite le sue banche i prestiti alle famiglie per l’acquisto dei pannelli potrebbe anche avviare legami di medio periodo e introdurre le sue istituzioni bancarie in Europa.

    Se questo scenario può apparire probabile, da ambientalista mi chiedo se mi auspico questa rivoluzione verde o se mi dovrei opporre alla svendita dei nostri Beni Comuni.

    Credo che non abbiamo tanto tempo per dilungarci in riflessioni e che se osserviamo la politica cinese potremmo prendere spunto dalle loro azioni, entrare in sintonia con le loro politiche ma essere protagonisti del nostro destino senza svendere le nostre imprese.

    Sveglia Italia!

  50. Bioenergie, che sia la volta buona?

    Fonte: rinnovabili.it
    Le bioenergie attirano crescente interesse presso gli operatori del settore energetico ai quali non sfugge la grande potenzialità che esse potranno assumere La biomassa in particolare, per la sua facile accessibilità, è oggetto di molta attenzione da parte di diverse amministrazioni comunali che vedono in essa un possibile volano di sviluppo territoriale. Per trasformare la biomassa in energia esistono differenti metodi che offrono prodotti diversi. Dalla biomassa si possono ottenere calore, elettricità e combustibile liquido per autotrazione, attraverso i vari processi di combustione, gassificazione, pirolisi e fermentazione. La biomassa è una materia prima molto versatile che offre una vasta gamma di opportunità produttive. Oggi la trasformazione del cippato in energia segue due vie principali: combustione e gassificazione. Quest’ultima, la più interessante ad opinione di chi scrive, non ha però mantenuto le promesse di sviluppo attese; infatti, a dispetto delle garanzie di “fornitura chiavi in mano” da parte delle aziende del settore, ci si è spesso confrontati con una realtà molto differente in cui lo stadio semi-sperimentale di questa tipologia di impianto è provato dalle problematiche incontrate.

    Dalle difficoltà di essicazione della biomassa, alla incapacità dei motori endotermici di trattare un gas povero, passando per il reattore di pirogassificazione, cuore malato del sistema, le aziende fornitrici degli impianti (“pilota” ormai da troppi anni) non hanno saputo fornire risposte convincenti. I pochi temerari che hanno impegnato risorse fisiche ed economiche in tal senso, rischiando spesso del proprio, non mi risulta abbiano ottenuto le meritate risposte. “Meritate” non solo perchè l’impegno è dedicato al raggiungimento di un obiettivo che, in un paese dove le risorse forestali non mancano, potrebbe essere storico, ma soprattutto per il ridotto impatto ambientale che ne deriverebbe. Le eventuali applicazioni, rispettose della filiera corta e dimensionate sulle effettive risorse circostanti, favorirebbero ulteriormente le piccole realtà e la conseguente produzione “distribuita”. Si eviterebbero le grandi centrali maggiormente impattanti, spesso troppo distanti dal concetto di cogenerazione. Forse in tal senso il legislatore dovrebbe porre ulteriore attenzione.

    In questo incerto contesto sarà molto interessante l’appuntamento del prossimo 2 marzo presso la Mostra Convegno Agroenergia di Tortona (AL) in occasione del quale verrà presentato ufficialmente il Club della Gassificazione che, come si legge sul comunicato stampa, avrà l’obiettivo di ‘riabilitare’ la tecnologia della gassificazione, fonte di molte aspettative e allo stesso tempo di molte delusioni. Il Club si proporrà come “operazione verità”, accogliendo esclusivamente quegli impianti in possesso di un ben documentato ed accertato curriculum di funzionamento in continuo di almeno 5000 ore. Rinnovabili.it sarà presente all’evento per approfondire l’argomento. La MCA, evento centrale del Distretto Agroenergetico Italia Nord Ovest che si svolgerà dal 1° al 3 marzo, rappresenta un’ottima opportunità per conoscere ed approfondire lo stato di fatto del settore.

  51. L’asfalto che purifica l’aria

    E’ proprio quest’ultimo prodotto ad aver attirato recentemente l’attenzione, con la pavimentazione”mangia smog” dell’aeroporto di Malpensa. Grazie ad una particolare miscela contenente biossido di titanio cosparsa a spruzzo su 18.000 mq di asfalto delle piste corrispondenti al Terminal 1 dello scalo milanese, è stato possibile ridurre in otto settimane le concentrazioni di ossido di azoto del 9-10%; una soluzione che ha inoltre permesso all’aeroporto di guadagnarsi il recente riconoscimento di aeroporto Carbon Neutral all’interno del programma Airport Carbon Accreditation.

    Fonte: rinnovabili.it
    Anche in campo stradale le applicazioni fotocatalitiche hanno riscosso notevole successo, soprattutto per le arterie di grande traffico e quindi grande inquinamento: ad esempio l’unione delle proprietà fotocatalitiche alle barriere fonoassorbenti delle autostrade ha permesso di integrare in un unico soluzione due elementi fondamentali per la strategia ambientale, la riduzione dell’inquinamento atmosferico e di quello sonoro.

  52. Le linee guida della censura su Facebook

    Tutti gli innumerevoli contenuti che, giorno dopo giorno, vengono condivisi su Facebook passano sotto l’occhio vigile ed attento di un ampio esercito di appositi moderatori, così com’era facile immaginare e così come confermato anche dal documento riservato apparso in rete nel corso delle ultime ore.

    I moderatori sono, nella maggior parte dei casi, reclutati in outsourcing da grandi imprese come nel caso di oDesk, così come la stessa ragazza marocchina di 21 anni che, lavorando per un dollaro all’ora, ha provveduto a pubblicare online la sopracitata documentazione nella quale sono contenute le linee guida di tale attività e che considerando le informazioni in esso contenute ha già fatto il giro dell’intero web.

  53. BENESSERE E SVILUPPO SOSTENIBILE UN OSSIMORO POSSIBILE?


    9 Marzo 2012, ore 15.30/19.00
    Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica (BRAU)
    Piazza Bellini, 59/60 – Napoli

    Coordinamento scientifico a cura di Ugo M. Olivieri e del Gruppo interdisciplinare “A piene Mani. Dono, dis/interesse, beni comuni”

    Relatori: Gilda Farrell Capo divisione del Consiglio d’Europa per la Ricerca Sociale - Bruxelles, Laura Pennacchi docente di Economia, membro del Comitato Scientifico della Fondazione Basso - Roma, Lorenzo Sacconi docente di Economia, Università di Trento

    Coordinatori del seminario: Alberto Lucarelli docente di Diritto Pubblico Università Federico II, Ugo M. Olivieri docente di Letteratura italiana Università Federico II.

    Un incontro per approfondire il tema della sostenibilità socio-ambientale di uno sviluppo basato sulla responsabilità sociale condivisa in controtendenza rispetto alla crisi finanziaria che sta divorando le basi del welfare. Dopo l’ipotesi della “decrescita”, presentata da Latouche nel convegno “Pensare diversa-mente”, una discussione con economisti del gruppo Econometica e con un membro del Consiglio d’Europa per la Ricerca Sociale per pensare un nuovo modello di sviluppo, distante dalle politiche economiche di austerity che slegano la crescita da ogni riferimento a un benessere inteso come giustizia sociale e inter-generazionale.

  54. il radar innovativo

    (Rinnovabili.it) – Ben 4 GW di parchi eolici potrebbero essere sbloccati grazie alla scoperta di un radar capace di ignorare le pale rotanti delle turbine. Succede in territorio d’oltre Manica, dove il Ministro della Difesa britannico ha appena firmato un accordo con il mondo industriale con il quale si avalla la pianificazione delle wind farm fino a oggi bloccate nel sistema di pianificazione. Il “la” a tutto ciò è arrivato dopo che la SERCO ha installato e testato con successo questa nuova tipologia di radar che non viene disturbata dalle turbine. Stando alla Renewables Roadmap governativa, infatti, i motivi per cui la maggior parte dei parchi eolici on-shore non è riuscita ad ottenere le dovute autorizzazioni alla costruzione per quasi due anni sono legati al fatto che le pale rotanti interrompono i segnali radar.

    Addirittura le turbine più piccole (50 kW) riflettono le onde radar e appaiono in modo imprevedibile e confuso sugli schermi di tracciamento come disordine. Un problema non da poco che neppure coloro che investono sui parchi eolici erano riusciti ad arginare, spesso impossibilitati a investire in costose tecnologie per ridurre l’impatto delle turbine sui radar. Sembrerebbe giunto alla fine, dunque, quello che per lungo tempo è stato un grande ostacolo all’espansione dell’energia eolica.

  55. Bitcoin

    Si chiama Bitcoin, ed è una moneta virtuale creata in modo anonimo in una rete Peer to Peer che sta preoccupando molti governi.
    Nel novembre 2008, Satoshi Nakamoto ha inviato un documento di ricerca che descriveva il suo progetto per una nuova moneta digitale che ha chiamato Bitcoin. L’idea alla base di Bitcoin è quella di creare una moneta non regolamentata, che è libera dalle ingerenze dei governi e si basa sulla crittografia apparentemente che la rende inattaccabile quando la si usa.

    I punti chiave di Bitcoin sono i seguenti:

    1. Bitcoin si basa sulla tecnologia della crittografia per controllare il trasferimento di moneta, invece di appoggiarsi ad Autorità Centrali.

    2. Tutte le transazioni vengono memorizzate in un database distribuito, quindi sono pubbliche, che viene utilizzato per confermare ed impedire la possibilità di spendere due volte la stessa moneta.

    3. I Bitcoin sono inviati facilmente attraverso Internet, senza bisogno di fidarsi di terzi.

    4. E al sicuro da qualsiasi instabilità causata dalle banche centrali. Bitcoin è uniformemente distribuita attraverso la rete, quindi non è monopolizzata dalle banche.
    Bitcoin Potrà Sopravvivere? E legale?
    Essendo una moneta indipendente e completamente anonima questo preoccupa molti paesi del mondo che temono che possa essere usata per diversi scopi: Qualcosa di illegali, acquistare beni di consumo, o servizi, o utilizzarla come strumento per il riciclaggio internazionale di denaro sporco.

    A mio avviso, Bitcoin potrebbe sopravvivere come valuta solo se può trovare un modo per migliorare le transazioni dei consumatori e commercianti.

    Qui sotto ho messo un video che puo esservi utile per capire come realmente funziona la moneta virtuale Bitcoin.

  56. Progetto ACUSTICAMENTE

    http://www.itcbianchini.it/public/2012/02/Premio_CNR_IDASC1.pdf

    Nell’ambito della consolidata collaborazione tra questo Ufficio Scolastico Regionale e il CNR - Area della Ricerca di Roma - Tor Vergata, si segnala il progetto di cui all’oggetto, rivolto agli alunni delle classi 3e e 4e degli Istituti d’Istruzione Secondaria Superiore del Lazio.
    Il progetto in questione, descritto nei suoi contenuti e nelle sue modalità di partecipazione nell’allegato file, viene proposto alle scuole attraverso un Concorso che il CNR intende bandire per la realizzazione di un esperimento HW o SW riguardante l’Acustica alle frequenze udibili, ma anche agli infrasuoni ed agli ultrasuoni.
    Per più dettagliate informazioni e per eventuali adesioni le SS.LL. potranno accedere alla pagina dedicata disponibile al seguente indirizzo web:
    http://usr-lazio.artov.rm.cnr.it/acusticamente2012 .



    P.S.: alleghiamo questa informativa, perchè con piacere riscontriamo un bisogno reale che il nostro progetto AUTODIAGNOSI UDITIVA è riuscito a cogliere

  57. Ecomarriage - Matrimoni sostenibili online

    Gruppo "Colori ed Atmosfere".

    EcoMariage sul web, nuova idea d’impresa che Innovazione Sostenibile ha promosso e sostenuto, è risultata prima, tra 193 concorrenti, nella graduatoria del bando di Roma Capitale “Idee per il Bene comune”!

    Il progetto – presentato da tre giovani lavoratrici precarie nel campo della comunicazione e da Elisabetta Di Girolamo, presidente di Innovazione Sostenibile - prevede la realizzazione di un portale web rivolto a coppie di futuri sposi desiderosi di organizzare il proprio matrimonio nel rispetto delle sostenibilità.

    EcoMariage sarà quindi anche un’importante vetrina per tutte quelle aziende, molte, ancora di nicchia, fornitrici di prodotti e servizi sostenibili, per la realizzazione di matrimoni.

    In particolare, il portale sarà realizzato in versione multilingue e strutturato, principalmente, in 5 sezioni:

    la principale, Organizzare un matrimonio sostenibile, articolata in sotto-sezioni relative a tutti gli aspetti
    dell’organizzazione di un matrimonio
    News dal mondo della sostenibilità, dedicata alla (in)formazione su temi di più ampio respiro: novità rispetto a prodotti e
    servizi sostenibili, ricerche scientifiche e di mercato, nuove normative, eventi ecc.
    Gli sposi raccontano, che riporti le esperienze di chi ha già sperimentato lo stile sostenibile nella realizzazione del proprio matrimonio
    L’esperto consiglia, con suggerimenti utili per i futuri sposi sostenibili e la possibilità di entrare in contatto con esperti del settore per eventuali consulenze personalizzate
    Forum della sostenibilità, strutturata come un social network, in cui tutti gli utenti possano scambiare contenuti ed esperienze.
    Il progetto EcoMariage ha riscosso notevole successo guadagnandosi anche l’attenzione dei media locali: vi segnaliamo ad esempio l’articolo su Il Messaggero del 22 febbraio e l’intervista su Radio Città Futura del 23 febbraio 2012

  58. Tecnologie per la storia. Strumenti per lo studio e la divulgazione dei beni paesaggistici e architettonici



    Written By: universitaeuropeadiroma


    20 febbraio 2012
    |

    Eventi Istituzionali

    L’Università Europea di Roma partecipa attivamente alla Settimana della Scienza e della Tecnica, prevista da 4 al 10 marzo 2012.

    In particolare, per il 5 marzo l'Ateneo ha organizzato il seminario “Tecnologie per la Storia. Strumenti per lo studio e la divulgazione dei beni culturali e paesaggistici”.

    L’evento vuole contribuire a far comprendere a tutti i giovani in che modo lo studio della storia e del patrimonio culturale e architettonico del nostro Paese può procedere di pari passo con il progresso scientifico e l’innovazione tecnologica.

    Il seminario è aperto anche a tutti gli studenti e docenti delle scuole superiori, illustrerà diverse attività di ricerca scientifica svolte con l’utilizzo di supporti informatici e di alta tecnologia.

    Il seminario illustrerà diverse aree di intervento della ricerca tecnico-scientifica in campo storico e culturale:

    - Tecniche di telerilevamento applicate allo studio dei beni culturali;

    - Utilizzo di tecnologie low-cost (compresie quadricotteri volanti radiocomandati) per l’acquisizione e l’elaborazione dei dati;

    - Applicazioni pratiche nell’uso della termografia per lo studio degli edifici storici;

    - Utilizzo dell’informatica per lo studio dei rilievi archeologici;

    - Utilizzo della computer grafica tridimensionale come tecnica di studio delle architetture storiche;

    - L’uso dei social media per la condivisione delle conoscenze scientifiche;

    - Utilizzo dei database per la ricerca e la documentazione storica.

  59. Intervista a Giovanni Biondi

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    Intervista a Giovanni Biondi, Capodipartimento per tutti i progetti e le tematiche relative alle innovazioni digitali nel campo della didattica

  60. Il turista “incapsulato”.

    In tanti interventi pubblicati in questi mesi dai partecipanti all'Innovation Social Club si è messo giustamente in evidenza quanto sia cruciale favorire e stimolare ad ogni livello territoriale e in ogni settore economico iniziative imprenditoriali caratterizzate da innovazione e creatività, perchè questi due elementi, combinati insieme, possono avere effetti molto positivi per la crescita economica complessiva di un paese, per l'espansione dell'occupazione e per l'aumento dei profitti individuali e del reddito nazionale. Ma a volte si ha l'impressione che certe idee e prodotti, pur originali e tali da suscitare un'indubbia dose di curiosità, sono veramente “troppo” innovativi e poco rispondenti alle reali esigenze dei consumatori. Una situazione del genere si sta riscontrando nel settore del turismo, cioè proprio nell'ambito imprenditoriale molto vicino al tema dei beni culturali e del territorio sul quale abbiamo sviluppato la nostra idea d'impresa, e per questo motivo ha attirato la nostra attenzione. A Londra, in quel crocevia mondano e turistico che è Piccadilly Circus, è prevista l'apertura nel 2014 di un particolarissimo hotel che rappresenterà un esempio veramente spinto di quel fenomeno crescente di “budget hotel”, cioè di alberghi fortemente low-cost, che ha cominciato a manifestarsi in Giappone negli anni '80 e sta ora espandendosi in Francia, negli USA e in Gran Bretagna. Quale è l'innovazione che consente di tenere i prezzi così bassi? E' l'eliminazione di ogni “fronzolo” che aumenta i costi di produzione, sulla scia di quanto ha già caratterizzato il boom delle compagnie aeree low- cost perchè “no-frills” (in primis, l'irlandese Ryanair). Ed ecco quindi stanze che sono vere e proprie “capsule” in cui i clienti letteralmente si infilano e che offrono solo l'essenziale: un letto, un minuscolo televisore e (piccolo lusso) un tavolino estraibile. Ma a Londra forse si raggiungerà veramente il limite; l'hotel sarà costruito all'interno del Trocadero, un palazzo di epoca vittoriana che si affaccia sul Circus e che è attualmente la sede di un complesso di locali che offrono ogni forma di divertimento, e comprenderà 600 stanze tutte uguali, ciascuna di 10 mq (comprensivi dell'area bagno), e tutte rigorosamente........senza finestre! Proprio così: innovare in questo caso significa sfruttare al massimo la disponibilità di spazio nell'edificio, senza il vincolo di aperture nei muri, in modo da aumentare il numero di camere e poter comprimere i prezzi. Ma la creatività in tal modo dimostrata incontrerà i gusti dei clienti? Il prezzo stracciato vale davvero la rinuncia ad una camera con vista e ad una boccata di aria londinese (per quanto inquinata) aprendo la finestra la mattina?

  61. CDM: quando la ricchezza viene dalle emissioni inquinanti

    http://www.innovazionesostenibile.eu/2012/02/10/cdm-quando-la-ricchezza-viene-dalle-emissioni-inquinanti/

    Gruppo "Colori ed Atmosfere". Una nuova fonte di ricchezza per aziende ed organizzazioni potrebbe venire oggi anche dalle emissioni di gas inquinanti. Il protocollo di Kyoto (1997) prevede infatti l’obbligo per i Paesi industrializzati di operare entro il 2012 una riduzione delle emissioni inquinanti del 5% rispetto ai valori registrati nel 1990; per ovviare però alle difficoltà che i Paesi “in via di sviluppo” (PVS) avrebbero avuto nel sostenere i costi delle riduzioni, ha anche previsto una serie di cosiddetti “meccanismi flessibili”.

  62. Energia dal sottosuolo: il mistero del Tevere nascosto

    http://www.innovazionesostenibile.eu/2011/11/03/energia-dal-sottosuolo-il-mistero-del-tevere-nascosto/

    Gruppo "Colori ed Atmosfere". In questi giorni in cui, a causa delle alluvioni, si parla tanto di potenza distruttrice dell’acqua, ci piace ricordare come invece essa possa essere amica dell’uomo, se questi anziché sfidarla con l’edilizia “selvaggia”, è capace di sfruttarne le potenzialità. Ci riferiamo in particolare alla possibilità di ricavare energia dal calore delle acque che scorrono in profondità nel sottosuolo.

    Nel 2009, un’indagine realizzata da un’équipe di ricercatori di Roma Tre, guidata dal Prof. Franco Barberi – geochimico e vulcanologo, ex sottosegretario alla Protezione civile – ha portato alla “scoperta” di un fiume “tiepido”, che scorre a 30-60 metri di profondità sotto il letto del Tevere, lungo tutto il suo corso, estendendosi per qualche centinaio di metri sia da un lato del fiume che dall’altro. Questo corso d’acqua è separato dalle acque del Tevere, sopra e sotto, da due strati impermeabili di ghiaia e sabbia – depositatisi nel corso dell’evoluzione geologica del Tevere stesso – che gli consentono di mantenere una temperatura media di 20° C costante tutto l’anno. Non solo la temperatura ma anche la scarsa profondità (che ne rende facile e conveniente l’estrazione), un pH neutro e la totale assenza di contaminazioni rendono quest’acqua ideale per usi geotermici, una risorsa “pura” e inesauribile. Infatti, tramite i cosiddetti impianti ad anello d’acqua, si potrebbe provvedere sia al riscaldamento invernale che al rinfrescamento estivo delle abitazioni e poi riconvogliare l’acqua nella falda per non farla esaurire.

  63. Innovazione è accettazione del prodotto/servizio

    http://www.itcbianchini.it/public/2012/02/Sondaggio.pdf

    Per studiare il mercato di riferimento, abbiamo preparato un sondaggio che proporremo a tutti gli alunni del nostro Istituto, circa la conoscenza di software che effettuano esami audiometrici e dei possibili danni derivanti dall'uso di apparecchiature di riproduzione musicale e/o dall'ascolto di musica a volume eccessivamente alto in ambienti come le discoteche e/o rave.

  64. Rete salvaguardia del territorio

    http://www.retesalvaguardiaterritorio.it/?p=2846#more-2846

    Gruppo "Colori ed Atmosfere". "!IL TEMPO DI AGIRE E' ORA!" – - –"Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare." Albert Einstein

    La mappa dei i ritardi nei pagamenti Ambiente, lo Stato spende (a metà) Nel 2010 stanziati 3,8 miliardi, ma solo il 58% è stato erogato davvero. A protezione di clima e aria le maggiori risorse.
    MILANO – La protezione dell’ambiente costa 4,6 miliardi di euro allo Stato italiano. Tanto il governo centrale ha pagato nel 2010 per contrastare inquinamento e deterioramento del territorio. La cifra è stata pubblicata nell’ecorendiconto dello Stato, che per la prima volta è stato fornito in allegato insieme al rendiconto generale dello Stato (in base alla legge 169/2009). L’importo corrisponde all’1,1% della spesa primaria collettiva, pari a 76,7 euro per abitante, e non contempla gli investimenti regionali, locali e di altro genere.

  65. Conoscere per prevenire

    http://www.itcbianchini.it/public/2012/02/latina_unincamere.pdf

    Abbiamo intervistato presso il centro Maico il dr Chiristian La Rocca (direttore generale Maico)- dr Valerio Marra e dr Amelia Monfreda sulle tematiche relative all’uso non corretto da parte dei giovani dei dispositivi di riproduzione musicale e i danni uditivi che ne possono derivare. Riportiamo qui di seguito alcune tra le domande più significative.
    Alleghiamo un estratto dell'intervista realizzata a Latina di cui abbiamo pubblicato le relative riprese video

  66. inglese!

    buon giorno a tutti, sono la tutor del gruppo Ecotutto della scuola italiana statale di Asmara, Eritrea. Non abbiamo avuto qui problemi di neve perchè il clima è sempre primaverile/montano. La città infatti è a 2400 metri di altezza sul livello del mare. Abbiamo problemi di connessione internet ( la linea veloce è molto costosa per la popolazione locale ) e di ene4rgia elettrica ma siamo contenti di essere riusciti ad inserire i nostri video nel tempo previsto. Vorremmo però fare presente una nostra necessità: molte persone in questo paese parlano la lingua inglese, anche fluentemente, nonostante la lingua ufficiale sia il tigrino. Nel sito sono riportate molte parole inglesi ( news, innovation, tag cloud) entrate nell'uso comune. Noi vi chiediamo di mettere le parti più importanti ( per esempio le istruzioni per le votazioni dei video, i progetti, ecc.) in lingua inglese sul sito di modo che tutti (genitori, amici, conoscenti, esperti interpellati e autorità locali) possano comprendere i nostri progetti, apprezzarli e votarli.
    Sarebbe per tutti un buon allenamento! Auguro buon lavoro a tutti i colleghi e a tutti i gruppi partecipanti
    Prof.ssa Marina Cristante

  67. Intervista azienda del settore audilogico 1/3

    Siamo riusciti a realizzare un incontro con una ditta del settore audiologico (la MAICO),parlare del nostro progetto e del problema legato ai giuvani e la possibilità di subire danni uditivi irreversibili dall'ascolto troppo elevato di musica in discoteca e/o attravwerso dispositivi di riproduzione multimediali.
    La dr Amelia Monfreda ci ha concesso una intervista video che vi riproponiamo divisa in tre momenti più significativi.

  68. Intervista azienda del settore audilogico 3/3

    domanda n° 3
    Cosa ne pensa del nostro prodotto "Autodiagnosi uditiva", un software per effetturare un test audiologico in piena autonomia, a scuola o in qualsiasi ambiente lavorativo.
    ...

  69. Intervista azienda del settore audilogico 2/3

    continuo.... Prevenzione
    sensibilizzazione dei giovani al problema dell'ascolto della musica ad alto volume con dispositivi di riproduzione multimediale ...

  70. “Piccolo” è bello? Per l’innovazione, non è sempre vero.

    Le dimensioni di un’impresa e la sua capacità di innovare vanno sempre di pari passo? La creatività e l’innovazione, insomma, sono caratteri tipici delle piccole imprese o di quelle grandi? Su questo dibattito si sofferma una rubrica di “The Economist” di metà dicembre 2011, riportando, come è solito fare questo settimanale, opinioni opposte ma ben giustificate che danno una visione alquanto ampia ed esauriente della tematica. Sembra che anche il grande economista Joseph Schumpeter, nella prima metà del secolo XX, nelle sue opere abbia espresso idee opposte al riguardo, prima sostenendo che le piccole imprese sono più innovative e poi ribaltando la sua posizione perché, di fatto, le grandi imprese hanno più incentivi ad investire in nuovi prodotti, grazie alla maggiore ampiezza dei loro mercati e alla possibilità di avere profitti con più velocità. Di recente la stessa tesi è stata condivisa anche da Michael Mandel del Progressive Policy Institute, secondo il quale oggi la crescita economica è sempre più guidata da grandi ecosistemi che devono essere gestiti da una “core company” che abbia le dimensioni e le capacità necessarie per fornire la leadership tecnologica; le grandi imprese, inoltre, sono in grado di sostenere la concorrenza di giganti produttivi che, nati nei paesi con economie emergenti (tra cui soprattutto la Cina), ora stanno conquistando terreno anche nei paesi ad economie mature ed hanno un forte sostegno politico anche da parte dei loro Stati; le più grandi sfide per gli innovatori, infine, vengono da sistemi complessi, come istruzione, sanità e ambiente, che solo imprese di grandi dimensioni possono affrontare. Se si guarda la realtà economica internazionale queste tesi a favore dell’equazione “grandi imprese = innovazione e creatività” sembrano proprio avere un riscontro. Validi esempi di questa correlazione sono imprese del calibro di Apple, Google, Facebook, 3M, Amazon, Procter & Gamble: è vero che molte di loro sono nate come piccole start-ups, ma è anche vero che le migliori idee in genere nascono piccole, si diffondono velocemente e poi trasformano interi sistemi, e permettono alle grandi imprese a cui hanno dato origine di conquistare quote eccezionali di capitalizzazione di Borsa (come nel caso di Apple) o di progettare la quotazione in Borsa (come sta facendo Facebook, forte dei suoi 800 milioni di utenti). Le grandi imprese hanno inoltre vantaggi che le piccole/medie imprese non potranno mai sfruttare in vista di potenziali piani di innovazione: possono, cioè, spendere due volte tanto per lavoratore in progetti di ricerca & sviluppo e attirano la risorsa oggi più di valore, laureati di talento in cerca di posti sicuri e ben pagati.
    L’analisi di The Economist ha quindi un reale fondamento, ma se focalizziamo l’attenzione sulla particolare situazione italiana verrebbe da dire che spesso anche le PMI riescono a conquistarsi un posto di prestigio nel panorama dei prodotti innovativi. Lo stesso testo di economia politica adottato nella nostra scuola mette in rilievo l’importanza di quel fenomeno tutto nazionale dei “distretti industriali” che da anni è oggetto di forte interesse da parte di studiosi ed imprenditori a livello internazionale, con quei clusters di imprese di dimensioni medio/piccole in grado di imporsi nei mercati esteri e di nicchia con produzioni altamente innovative, facilmente adattabili ai gusti e alle esigenze dei clienti e caratterizzate da uno stile inconfondibile (caratteri che non sempre le grandi imprese riescono ad avere). E i più recenti dati statistici confermano la vitalità e resistenza di questo settore, in grado di superare in molti comparti produttivi nei mercati internazionali concorrenti ben più grandi e corazzati come le imprese tedesche. Sarebbe perciò necessario sostenere in ogni modo le idee dotate di innovazione e creatività, da qualunque tipo di impresa provengano, creando il terreno più favorevole a livello amministrativo, finanziario, politico e sociale ed anche a livello di opinione pubblica, considerando gli indubbi vantaggi che un tale sistema può dare in termini di crescita economica complessiva, occupazione e reddito nazionale. E chissà se i recenti provvedimenti del Governo italiano in materia di liberalizzazioni e semplificazioni non possano dare anche essi una spinta in questo senso.

  71. Il Perù in crisi d’emergenza per lo scioglimento dei ghiacciai

    Gruppo "Colori ed Atmosfere". Lo scioglimento dei ghiacciai sta causando una crisi nazionale in Perù. Sulle Ande, la temperatura in aumento e i cambiamenti nella fornitura dell’acqua negli ultimi 40 anni hanno decimato i raccolti, hanno ucciso migliaia di pesci ed hanno costretto i villaggi sulle appendici dei ghiacciai a chiedersi come faranno a sopravvivere per un’altra generazione.
    Il Perù ospita il 70 percento dei ghiacciai tropicali del mondo, che si trovano anche in Bolivia, Ecuador e Cile. Diciotto dei ghiacciai del Perù, fra cui la massa ghiacciata più grande dei tropici, sono la fonte idrica che la popolazione usa per bere, irrigare e ricavare elettricità.
    I ghiacciai nelle Ande sudamericane si stanno sciogliendo più velocemente rispetto alle previsioni degli scienziati. Alcuni esperti di clima stimano che i ghiacciai andini scompariranno definitivamente nel giro di 10 anni, mettendo in ginocchio una popolazione già provata dalla povertà e dalla miseria.

  72. "Lobby Abruzzo" per la salvaguardia del territorio

    Gruppo "Colori ed Atmosfere". Una «lobby Abruzzo tra parlamentari e Regione» che curi gli interessi regionali, soprattutto nella fase successiva all'emergenza maltempo, dato che «l'Abruzzo rappresenta un caso unico in Italia, avendo subito a distanza di pochi mesi un terremoto, la crisi economica, l'alluvione nel teramano e ora il maltempo». È questa la proposta del gruppo consiliare del Pd che, martedì, nella seduta del Consiglio regionale, presenterà una mozione in tal senso. «Il Governo Berlusconi ha stabilito che se si subisce un danno, magari dovuto al maltempo, bisogna pagarselo da soli, imponendo tasse ai cittadini - spiega il capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro -. Chiediamo che il Governo Monti esoneri l'Abruzzo da questo obbligo, perché ¨ il problema ¨ che cosa rimarrà dopo, sotto la neve». «Sull'emergenza Chiodi, seppure parlando di cifre sottostimate - prosegue D'Alessandro -, in qualche maniera balbetta e chiede risorse per farvi fronte, ma il problema sarà dopo. I danni alle imprese, ad interi settori dell'economia e quelli alle infrastrutture e a carico dei Comuni, chi li pagherà ? Rischiamo di trovarci di fronte al modello alluvione teramano di qualche mese fa, con la differenza che, stavolta, a rischiare non ¨ solo un pezzo di provincia, ma tutto l'Abruzzo».

  73. Legambiente, dati contrastanti sulla Fater

    Gruppo "Colori ed Atmosfere". PESCARA. La confusione che aleggia intorno alla centrale a biomasse della Fater, sembra aver colpito anche Legambiente. L'approssimazione ha visto coinvolti il Comune, dove in pochi sapevano di cosa si trattasse, e poi Asl e Arta. Ora tocca all'associazione ambientalista.  La notizia di una centrale a biomasse da 8,9 megawattore a ridosso della città, in un'area altamente inquinata, è uscita solo poche settimane fa, sebbene la prima autorizzazione della Regione, con il benestare di tredici enti di controllo, risalga al 2009. Un silenzio lungo anni. Ma da quando la cosa è diventata di dominio pubblico, è apparso subito chiaro che in Comune quasi nessuno sapeva di cosa si trattasse. Asl e Arta, da parte loro, hanno detto in una seduta della commissione Ambiente, che l'aria di Pescara e Spoltore è già pessima e che ulteriori emissioni non cambieranno di molto la situazione.  Ora è la volta di Legambiente che meno di venti giorni fa, in un comunicato sulla cattiva qualità dell'aria, che menzionava Pescara nella lista nera delle città con più polveri sottili, e Spoltore «più inquinata di Milano», diceva testualmente: «Il trasporto su strada incide per il 40% sulle emissioni totali dei Pm10 nella sola città di Pescara e per più della metà (55%) sulle emissioni totali dell'ossido di azoto».  Dopo venti giorni Legambiente, in un comunicato a sostegno della centrale a biomasse della Fater, cambia idea, smette di citare se stessa e riporta altri dati: «Il Piano sulla qualità dell'aria approvato nel 2007 dalla Regione Abruzzo, che vieta alle aziende in Val Pescara di aumentare le emissioni in atmosfera, attribuisce le cause dell'inquinamento per circa l'88% al traffico veicolare e per circa il 7% alle attività industriali». Ormai non si sa più a chi credere. La confusione è tale e tanta che in questo clima è possibile tutto e il contrario di tutto. Anche che la stessa Legambiente sia socia di una società di consulenza energetico-ambientale, la AzzeroCo2, che è quella che ha realizzato, dietro compenso, lo studio di fattibilità sulle emissioni di C02 per la nuova centrale Fater.  Intanto interviene il Pd di Spoltore: «È un peccato che la scelta aziendale della Fater di migliorare le performance emissive di parte dell'azienda, venga poi vanificata dalla centrale a biomasse. C'è troppa leggerezza nel rilascio delle autorizzazioni da parte delle istituzioni».

  74. Mr.Quintron e la Singing House!

    http://www.pcworld.com/article/248352/weather_sensors_turned_this_house_into_a_giant_synth_box.html

    Il team Headrest Controller vi presenta un'invenzione particolare:
    la Singing House, una delle abitazioni suburbane di New Orleans trasformata in uno studio di innovazione musicale da Mr.Quintron(musicista).
    ” In pratica la casa è stata dotata di un sistema capace di produrre interessanti suoni sulla base delle condizioni meteorologiche. Una serie di sintetizzatori, uniti a differenti sensori, sono capaci quindi di trasformare la pioggia, il vento e le diverse condizioni di luminosità solare in musica.”
    Questa è capace di offrire un'incredibile esperienza distensiva e di relax per il corpo e per la mente.
    Idea curiosa e particolare, che ha saputo di certo attirare l’attenzione! Qual è il vostro parere?

  75. Cuffie universali

    http://news.cnet.com/8301-17938_105-57369818-1/earphones-know-left-from-right-even-when-you-dont/

    Il team Headrest Controller vi informa di un interessante, particolare e affascianante innovazione, ovvero “cuffiette che sono in grado di scambiare automaticamente i canali audio trasmessi, riconoscendo di fatto in quale orecchio ognuno dei due auricolari è inserito”: cuffie universali.
    Inolte “quando gli auricolari sono indossati da una sola persona, fra i due capi viene emessa una debolissima corrente, che invece si interrompe quando le cuffiette sono condivise da due ascoltatori. Questa interruzione funge da innesco per un altro circuito, che invece riesce ad inviare entrambi i canali stereo su ognuno dei due auricolari. In questo modo, i compagni di musica potranno ascoltare al meglio quanto viene riprodotto dal player condiviso.”Questo e molto altro viene offerto dai ricercatori dell'Igarashi Design Interfaces Project di Tokyo. Innovazione interessante che si affaccia su un pubblico molto vasto, sopratutto I giovani.

  76. Una squadra under 40 al ministero dell'Istruzione

    http://www3.lastampa.it/scuola/sezioni/news/articolo/lstp/440840/


    Che cosa ci fa al ministero dell’Istruzione uno che sta lavorando perché si possa scattare una foto con il telefonino e inviarla al Comune che provvederà a intervenire prima possibile per risolvere il problema o acquistare un appartamento consultando quando si vuole e dove si vuole criminalità, smog o traffico della zona? O una che ha appena offerto a tutti gli appassionati di musica la possibilità di trovare in un istante sul proprio telefonino informazioni anche sui gruppi meno conosciuti? Sono in sei così: geniacci, non ancora quarantenni, assunti per un anno al ministero dell’Istruzione, dove l’età media di chi ha un contratto da quelle parti è ben oltre i 50.

    Li ha voluti il ministro Francesco Profumo, saranno i suoi consiglieri e formeranno un pensatoio molto concreto a viale Trastevere, ma non solo. Si chiamano Arianna Bassoli, Stefania Milan, Damien Lanfrey, Lorenzo Benussi, Donatella Solda Kutzmann, Dario Carrera. In tre lavorano già in Italia ma gli altri tre rientrano dopo lunghi anni all’estero, come Stefania Milan che arriverà da Toronto e quando ha saputo di avervinto si è commossa: «Aspettavo da tempo che il mio Paese mi chiamasse», ha detto.

  77. Studiare (e fare impresa) gratis negli Usa

    Studiare_e_fare_impresa_gratis_negli_Usa.pdf

    Il settimanale Economy da la parola ai ragazzi italiani che sono andati negli Usa ed hanno avuto successo grazie alla borsa di studio Fullbright-Best.

    Niente scuse. Oggi chi ha talento e voglia di fare ha gli strumenti giusti per emergere. Fernando Napolitano, 47 anni, fondatore di Why Italy Matters Corp., la società di diritto Usa nata per portare Oltreoceano il meglio dell’industria italiana dell’hi-tech, è categorico: «Piangersi addosso non serve a nulla. Steve Jobs non sarebbe diventato Steve Jobs se fosse nato in Italia? E’ assai probabile, certo. Ma erano altri tempi. Oggi i cervelli made in Italy hanno diverse opportunità a disposizione». Una su tutte: il programma Fulbright-Best che, lanciato nel 2006 su iniziativa dell’ex ambasciatore Usa in Italia Ronald P.Spogli, lui stesso investitore con la sua Freeman Spogli & Co. e una quota del 10% nel più grande fondo per startup italiano Innogest Sgr, ha consentito a 45 ragazzi italiani di volare negli Stati Uniti, mettersi alla prova tra corsi top e tirocini nelle aziende che contano, e rientrare in Italia per tentare l’avventura.

    In allegato l'articolo completo.

  78. Pianificare per raggiungere gli obbiettivi

    Intervista_Farioli.doc

    Intervista al Sindaco Farioli sul quotidiano La Prealpina di Varese.
    Buona lettura.
    Il Team Headrest Controller

  79. Imprenditorialità è tradurre le idee in azioni

    Siamo stati citati in un articolo del portale del comune di Busto Arsizio (VA) e siamo comparsi sul quotidiano locale La Prealpina.
    Buona lettura.
    Il Team Headrest Controller

  80. il sale....

    I supporti magnetici tradizionali sembrano aver espresso il massimo e per aumentare la capacità di immagazzinamento dei dati degli hard-disk bisogna inventarsi qualcosa di nuovo. Ci hanno pensato all’Istituto di Ricerca dei Materiali e Ingegneria di Singapore, dove pare che con il comune sale da cucina sia stato possibile aumentare la densità di memorizzazione di un disco rigido fino a sei volte rispetto a quella permessa dalle tecniche attuali. Il processo su cui si basa la produzione dei nuovi supporti utilizza il cloruro di sodio e permette di raggiungere densità di 3,3 terabit per pollice quadrato. L’incremento è dovuto al fatto che il cloruro di sodio permette una distribuzione più efficiente dei bit scritti sul disco, ricorrendo al nanopatterning, ossia alla modellazione dei bit ad alta densità. Il fatto che questa nuova tecnica si implementa usando lo stesso tipo di attrezzature e tecnologie attualmente impiegate per realizzare i supporti degli attuali hard-disk, fa presagire che a breve troveremo i dischi al cloruro di sodio negli scaffali dei negozi.

  81. radar innovativo

    I ricercatori del MIT Lincoln Laboratory hanno creato un nuovo radar capace di “vedere” attraverso i muri, sfruttando una tecnica analoga a quella delle visione umana: come le onde della luce visibile rimbalzano sugli oggetti e colpiscono la retina nei nostri occhi, nel radar del MIT un sistema di antenne rileva le onde radio emesse dopo che rimbalzano sugli oggetti e da esse ricostruisce le immagini. Questo particolare radar emette le onde radio ad una ben determinata frequenza mediante una serie di trasmettitori RF ed antenne che le irradiano nella direzione desiderata; opportuni amplificatori amplificano il debole segnale di ritorno che attraversa in muri, quindi un computer combina ed analizza i dati ottenuti dai segnali degli amplificatori e ricostruisce, su un display, l’immagine di quanto si trova dietro il muro. Questo eccezionale radar, che un po’ ci ricorda il body-scanner a raggi X, è efficace fino ad una distanza di 18 metri dal muro e fornisce immagini più o meno in tempo reale, in quanto garantisce un refresh di ben 10,8 fotogrammi al secondo.

  82. batteria agli ioni di fluoro

    Ancora passi avanti nella ricerca mirata all’aumento della capacità delle batterie: questa volta tocca alla nuova batteria agli ioni di fluoro messa a punto dai ricercatori del Karlsruhe Institute of Technology (KIT); questo nuovo accumulatore può immagazzinare elettricità con una capacità dieci volte superiore a quella di una classica batteria al litio. Almeno in teoria. Diversamente dai tipi di accumulatore finora utilizzati, quello del KIT utilizza un elettrolito a base di fluoro: un fluoruro, appunto, ossia un sale dell’acido fluoridrico, attraverso cui gli anioni (ioni negativi) migrano dall’uno all’altro elettrodo. L’elevatissima capacità nasce dalla possibilità, offerta dal nuovo elettrolito, di trasferire più elettroni per ogni atomo di metallo utilizzato come elettrolito. Per ora siamo alla sperimentazione, perché occorre perfezionare i materiali e valutare la possibilità di produrre in serie la nuova batteria.

  83. Khan Academy

    E’ il caso di Salman Khan, un ingegnere che nel 2004 ha iniziato a registrare video con lezioni di matematica per aiutare la propria cugina, che evidentemente aveva difficoltà con la materia. Resosi conto della potenzialità di quello che stava facendo, ha iniziato a caricare pubblicamente i video su YouTube. Da allora, Khan ha realizzato oltre 2.700 video tutorial spaziando dalla matematica, alla storia, alla finanza, alla chimica e all’astronomia, raggiungendo un numero altissimo di visualizzazioni.
    Nel 2009 ha deciso di lasciare il proprio lavoro per dedicarsi a tempo pieno a questa attività, fondando la Khan Academy, un’organizzazione no-profit con il mirabile scopo di migliorare e rendere accessibile a tutti l’educazione, in modo completo e, soprattutto, gratuito.
    Gli studenti possono utilizzare liberamente il vasto archivio di lezioni ed esercitazioni, accedendo via web da qualsiasi posto del mondo. I video sono pensati proprio per un tipo di apprendimento individuale: ovviamente, possono essere visti e rivisti più volte, ci sono esercitazioni mirate, e c’è addirittura un sistema che misura il grado di avanzamento nell’apprendimento. I genitori e gli insegnanti possono avvalersi dello strumento per monitorare i progressi dei ragazzi, grazie ad una completa suite di statistiche.
    E’ interessante anche il fatto che ogni studente può seguire un percorso personalizzato sulla base dei risultati ottenuti e delle proprie capacità. Secondo me è questo il grande passo avanti rispetto al classico sistema di apprendimento “standardizzato”, che porta inevitabilmente a creare squilibri e situazioni che sono sempre meno recuperabili in termini i rendimenti. Pensate un po’: tutti studiano la stessa materia, ma ognuno seguendo il proprio “ritmo” e i propri interessi, che potrebbero paradossalmente portare a raggiungere risultati migliori per quegli studenti che normalmente hanno voti più bassi degli altri.
    Inoltre, il metodo Khan è interessante anche dal punto di vista della gamification: c’è un sistema di punteggi e badge da sbloccare, che aggiunge all’apprendimento anche quel pizzico di divertimento e competizione che motiva ulteriormente i ragazzi.

  84. intercreatività e interattività applicata

    Una delle migliori espressioni di intercreatività e interattività applicata: il caso di Obama nella sua conferenza di pochi giorni fa. Tutti sappiamo che Il Presidente degli Stati Uniti d'America ha un rapporto speciale con i social media, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Presidente 2.0″. Sin dalla sua campagna elettorale, nata e cresciuta in rete, Obama continua a dialogare con il mondo utilizzando le risorse web, pubblicando il suo nuovo discorso sullo Stato dell'Unione sul canale Youtube, il primo risale al 15/11/08. Pochi giorni fa si è inoltre concesso al popolo di Youtube in una lunga intervista, rispondendo in diretta alle domande di alcuni cittadini in live stream.

  85. Scuola e territorio

    http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=224487

    Vi invitiamo a leggere l'articolo pubblicato su Varesenews.
    Continua la nostra lezione itinerante di imprenditorialità ed innovazione.

    Il Team Headrest Controller

  86. articolo dell'Admin1 del 30.1.2012

    Grazie. sì, davvero grazie di aver 'postato' le coordinate per leggere di Arduino! Fa così bene al cuore sapere che noi italiani non siamo visti solo come negativi ma anche come innovativi. Gli obiettivi di crescita dell'Unione Europea fissati a Bruxelles per il 2020 non lasciano dubbi sulla direzione che deve imboccare la società della conoscenza: Innovazione e imprenditorialità per il miglioramento qualitativo della società. Questa iniziativa di Unioncamere va in questa direzione (anzi, visto che questa è la VI edizione del Premio, ha anticipato le scelte europee).
    Siamo contenti, come Istituto, di aver partecipato e di esserci impegnati assieme ai ragazzi.

  87. Chris Anderson, Massimo Banzi e la prossima rivoluzione dei “makers”

    http://www.ilpost.it/riccardoluna/2012/01/29/chris-anderson-massimo-banzi-e-la-prossima-rivoluzione-dei-makers/

    C’è una data che dovreste appuntarvi se avete a cuore il futuro dell’Italia e se volete vedere uno dei posti dove si costruisce, questo futuro. E’ il 17 febbraio. Quel giorno a Torino aprono le Officine Arduino. La notizia sta rimbalzando fra i blog degli innovatori di tutto il mondo, dal Mit di Boston alla Silicon Valley fino alla Cina dove Arduino è un mito. Non sapete chi o cos’è Arduino? Non preoccupatevi. E’ successo anche a me. Quattro anni fa. Mi avevano incaricato di portare in Italia un magazine leggendario, Wired, considerato la bibbia della rivoluzione digitale.
    Dal 1993, quando fu fondato a San Francisco da Louis Rossetto, Wired aveva raccontato prima e meglio di tutti gli altri come Internet, il web e la cultura della rete avrebbero cambiato per sempre le nostre vite. Nel mio primo giorno di lavoro volai a New York a conoscere il direttore di Wired, Chris Anderson, che molti in Italia conoscono per le sue teorie brillanti e in particolare per il concetto di “coda lunga”. Chris si rivelò subito per quel che è: una persona amabile e apertissima alla “condivisione della conoscenza”: per due ore si mise lì a spiegarmi a una lavagnetta cos’era Wired e cosa no.
    Ma torniamo ad Arduino. Dopo quell’incontro newyorchese ho rivisto Anderson a San Francisco dove ero andato a studiare la redazione da vicino. Lì una volta lui mi disse: “Non è vero che voi italiani avete problemi con l’innovazione. Pensa ad Arduino”. Io provai a pensare ad Arduino ma non mi venne in mente nulla. Zero assoluto. Chris allora mi guardo con stupore e mi parlò di un certo Massimo Banzi, mi disse che era un genio, o almeno che era considerato un genio in tutto il mondo; mi spiegò che aveva inventato questo microprocessore opensource a basso costo che stava innescando una rivoluzione nel modo di fabbricare oggetti e in quel settore avveniristico che va sotto il nome di Internet delle Cose. Concluse avvisandomi che stava mandando il suo miglior giornalista, Clive Thompson, in Italia a intervistare Banzi. Colpito e affondato.
    ...

    Fonte: http://www.ilpost.it/

  88. Primo laser a raggi X!

    http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_gennaio_26/laser-cellula-caprara_9a86fe42-483b-11e1-9901-97592fb91505.shtml

    Avete letto la notizia relativa allo strumento che i ricercatori americani dello Slac National Accelerator Laboratory sono riusciti a costruire e a far funzionare?
    Si tratta di un laser a raggi X. Era gia stato ipotizzato nel 1967, ma è occorso quasi mezzo secolo per passare dalla teoria alla pratica: “lo strumento – sottolineano gli scienziati – permetterà di arrivare a scoperte prima impossibili. Il nuovo laser funziona come un potentissimo microscopio. Bombardando con un fascio laser una capsula di neon, prima si spingono gli elettroni degli atomi a livelli superiori provocando poi un crollo degli stessi a livelli inferiori. Ciò causa un’emissione di fotoni nel campo dei raggi X a una lunghezza d’onda brevissima innescando all’interno dell’atomo di neon la generazione di altri raggi X con un effetto domino che amplifica la luce laser di duecento milioni di volte.”
    Ancora una volta l’uomo ha fatto un passo in avanti nella ricerca scientifica che porterà a noi molti vantaggi e possibilità.

  89. I Giovani la musica e i possobili danni uditivi

    http://www.olistic.it/salute/lettori-mp3-danni-udito/

    I giovani amano la musica e la tecnologia oggi li aiuta a portarla sempre in tasca, pensate agli aiuricolari degli mp3 sempre inseriti nelle orecchie.
    Questa nuova moda può avere degli effetti nocivi?
    Vi proponiamo degli articoli da leggere a riguardo.

  90. Privacy in rete

    http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/25/news/diritto_oblio-28714549/

    Vi siete mai chiesti che fine fanno effettivamente tutti i dati, le foto, i video, e file personali che carichiamo in rete, attraverso social network, blog, etc. …??? Se veramente quando li eliminiamo, spariscono dalla rete o viaggiano a nostra insaputa su internet??
    Oggi il team Headrest Controller vi propone un articolo su un tema molto discusso ormai da tempo: la privacy in rete. Come potrete leggere nell’articolo il Parlamento europeo, a Strasburgo, si è riunito al fine di tutelarci attraverso due provvedimenti: “Il primo provvedimento è una direttiva, vuol dire che dopo l'approvazione andrà quindi recepita da ciascun paese, e riguarda la protezione dei dati dei cittadini per provvedimenti giudiziari, misure di sicurezza e polizia: "Prevede obblighi di comunicazione del trattamento dei dati molto tutelanti per chi è stato oggetto di attenzioni da parte delle autorità" racconta il Garante della privacy Francesco Pizzetti che ha svolto un ruolo centrale nel gruppo di lavoro europeo.
    Il secondo provvedimento è un regolamento e riguarda tutti gli altri casi, in particolare Internet. Secondo Pizzetti, "aver scelto lo strumento del regolamento vuol dire che quando sarà approvato avremo una normativa immediatamente applicabile in Europa assicurando identica protezione dei dati in tutta l'Unione". Si tratta di una semplificazione che consentirà a chi vuole operare in Europa di avere un quadro di riferimento chiaro, e che al tempo stesso impedirà di scegliersi il paese europeo con la legislazione più morbida per aggirare i divieti. Questa semplificazione, secondo la Reding, porterà a regime a risparmi di oltre due miliardi di euro l'anno.”
    E’ giusto essere tutelati, tutelare i propri dati personali, quali possono essere foto, video ed altri file, ma è anche vero che quando il singolo individuo concede alla rete i propri dati, li carica, li posta, li invia, etc. … si prende comunque la responsabilità, sapendo che la rete non è abbastanza sicura, che i sui file caricati possano in qualche modo viaggiare in internet, proprio perché non vi sono efficienti e concrete misure per la protezione di questi. Quindi bisogna avere la coscienza di sapere e prendere atto delle conseguenze e valutare che tipo di file “è meglio” caricare in rete per non rischiare.

  91. Articolo intervista con il Sindaco di Castellanza

    http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=223892

    Vi invitiamo a leggere l'articolo pubblicato online al link segnalato.
    Attendiamo vostre reazioni.
    Il Team Headrest Controller

  92. “Check Box”: scatola nera per auto

    http://www.tecnocino.it/articolo/la-scatola-nera-per-auto-check-box-e-le-tecnologie-utilizzate/36433/

    Voi conoscete una tecnologia gia esistente ma che trova nuova applicazione (si veda il decreto liberalizzazioni http://www.nanopress.it/politica/decreto-liberalizzazioni/) sulle auto chiamata Check Box? Si tratta di una scatola nera per auto, “La sua funzione è quella di registrare i momenti immediatamente precedenti e successivi a un incidente. In questo modo le assicurazioni avranno dati incontrovertibili e pronti all’uso per ricostruire la scena con fedeltà andando così a eliminare eventuali discussioni………”. L’innovazione sta nell’ applicare un’ idea, che ha gia trovato sperimentazione, in un nuovo settore, apportando ad essa le opportune modifiche. Check Box, secondo il team Headrest Controller, si rivela un prodotto utile, efficiente e innovativo, ma quale futuro avrà?

  93. Vernice fotovoltaica

    http://newsinfo.nd.edu/news/28047-notre-dame-researchers-develop-paint-on-solar-cells/

    Il team Headrest Controller è formato da futuri Tecnici delle Industrie Elettroniche che oggi hanno fatto i conti con i colleghi Tecnici delle Industrie Elettriche. I nostri compagni ci hanno informato in merito ad un vero esempio di innovazione: Sun Believable.
    “Sun-Believable” è la nuova sperimentazione dell’Università di Notre Dame, ovvero una "vernice", applicata su materiali trasparenti dotati di proprietà semiconduttive, che sarà in grado di sfruttare la luce solare per generare energia elettrica; questa a sua volta potrà essere raccolta e diffusa negli ambienti interni di un edificio. Attualmente l’efficienza di questa “vernice” è piuttosto scarsa (la conversione energetica raggiunta da Sun-Believable è dell'1 %, molto lontana dal 10-15% delle cellule fotovoltaiche classiche), però “può essere prodotta a basso prezzo e in grandi quantità”, affermano i ricercatori statunitensi.
    Se questa sperimentazione molto innovativa e utile sarà completata, migliorata e resa più efficiente sarà in grado di fare una differenza concreta nel soddisfare i bisogni energetici in futuro. Abbiamo discusso a lungo confrontandoci in merito ad aspetti elettrotecnici ed elettronici. La convinzione comune è stata questa: in un progetto non conta tanto il prodotto, ma l’idea…….ne siete convinti anche voi???

  94. Più tecnologia e meno salute

    http://news.discovery.com/human/stressed-turn-off-your-smartphone-120117.html

    Il team Headrest Controller vi propone un confronto molto interessante:
    sapreste mai rinunciare al vostro smartphone per guadagnarci in salute?
    Abbiamo potuto leggere che da recenti studi gli smartphone (ovvero i cellulari odierni più diffusi nel mondo), innovativi e rappresentativi di nuovi e notevoli progressi della tecnologia, invece di migliorare le nostre vite rendendo la comunicazione globale più semplice, istantanea ed efficiente, causano molto più stress; infatti tali studi sottolineano che i mezzi di telecomunicazione di una volta portavano a noi molto meno stress, nonostante la comunicazione avvenisse molto più “lentamente”ovvero meno istantanea e quindi meno efficiente rispetto ad oggi. La nostra opinione a riguardo è molto chiara e semplice:
    “è giusto e utile che giorno dopo giorno l’uomo avanzi sempre di più verso un progresso tecnologico, è utile rinnovare e migliorare le tecnologie di cui già siamo in possesso al fine di rendere le nostre vite meno “difficili”, come l’avvento della telecomunicazione globale che si è sviluppata maggiormente grazie ai cellulari, internet, etc., però dobbiamo vedere la tecnologia come un normalissimo strumento messo nelle nostre mani e che come tale deve essere usato nelle giuste misure al fine di non eccedere.
    Quindi non è la tecnologia che ci rovina, che rovina la nostra salute, ma l’uso che se ne fa!”
    Voi cosa ne pensate???

  95. Blackout

    Oggi ci siamo confrontati su un tema piuttosto delicato………. quanto annunciato come protesta ai nuovi disegni di legge Stop Online Piracy Act (SOPA) e Protect IP Act (PIPA).
    Avete letto??
    “La mia speranza è che quando Wikipedia chiuderà il 18 gennaio, le persone comprenderanno che lo stiamo facendo per i nostri lettori. Sosteniamo il diritto alla libertà di pensiero e di espressione di tutti. Pensiamo che tutti dovrebbero aver accesso a materiale educativo su un’ampia gamma di argomenti, anche se non se lo possono permettere. Crediamo in una Rete libera e aperta dove le informazioni possono essere condivise senza impedimenti. Crediamo che le nuove leggi proposte, come SOPA e PIPA, e altre leggi simili in discussione all’interno e all’esterno degli Stati Uniti, non portano vantaggi per le persone.”
    L'analisi del primo dei due è attualmente sospesa e prevede la piena libertà per i proprietari di Copyright di oscurare siti che infrangano in qualche modo i loro diritti, in maniera piuttosto arbitraria; il secondo si "limita" a garantire strumenti di sorveglianza più efficienti, ma anche più invasivi, per monitorare tale traffico. Il danno da pirateria è calcolato contando il prezzo pieno di ogni copia pirata. Questo è errato perché presume che ad ogni copia coincida un mancato acquisto, ma non è così. Anzi, non è neanche mai stato provato che ci sia un effettivo danno. Secondo voi le persone che scaricano di più sono le stesse che comprano di più? Alcuni studi attuali lo provano….

    Il team Headrest Controller

  96. 5 consigli per far decollare una startup

    ITALIAN VALLEY NEWS
    5 consigli per far decollare una startup
    È importante partire con il piede giusto, soprattutto quando si tratta di dare il calcio di inizio alla propria impresa. Ecco come ottenere fondi da un Incubator
    17 gennaio 2012 di Lorenzo Mannella
    Chiunque voglia far fortuna con le startup deve tenere bene bene a mente questo dato: un incubatore da 10 e lode come Y Combinator riceve in media una richiesta di finanziamento ogni minuto. Visto il volume di application, è più che normale che la maggior parte delle proposte venga scartata senza neppure essere degnata di uno sguardo. Stesso destino può essere quello di chi invece decide di prendere i contatti con altri mostri sacri dell'investing come 500 Startups, TechStars o AngelPad. Anche in questi casi, infatti, il rischio di essere cestinati è altissimo.

    Tuttavia, non è il caso di disperarsi prima ancora di aver tentato. Come suggerisce TechCrunch, basta qualche piccolo accorgimento per promuovere con successo la vostra startup.

    1) Studiare il proprio interlecutore
    Ogni realtà ha le sue peculiarità e le sue preferenze circa il tipo di startup a cui è interessato e quindi prima di proporsi a tutti gli incubatori indiscriminatamente è meglio prendersi la briga di controllare esattamente cosa cerca e vuole ognuno di questi mostri sacri. E se non si conosce a priori quali sono i focus in cui personaggi del calibro di Paul Graham, partner di Y Combinator, vorrebbero investire meglio su YouTube e guardate tutti i filmati in cui tutti questi pesci grossi parlano di startup. A volte basta trovare un piccolo aggancio per capire chi è l'uomo – o la donna – adatto per voi.

    2) Regola d'oro: qui non si scherza
    Gli incubatori hanno la missione di far crescere le giovani aziende, e per farlo devono attirare i fondi degli investor più dinamici in circolazione. Quindi deve essere chiaro dall'inizio che non si sta giocando: un progetto in cui investono deve essere nato per sfondare. Chi si propone deve valorizzare al massimo i propri punti di forza – da uno staff con i fiocchi a grandi idee, dal dinamismo indistruttibile alla voglia di fare) e metterli subito sul tavolo. Agli incubatori piace vedere le carte vincenti.

    3) Fasi presentare
    Ok, molte delle application vengono scartate, ma le cose andranno sicuramente meglio per chi conosce qualcuno disposto a spendere una buona parola in suo favore. Avere un contatto in comune con i big che gestiscono gli incubatori può accelerare la presa in visione dell'application. Così, una volta emersi dal mare dell'anonimato, si avrà una buona occasione per far vedere quanto il proprio valore. Ma attenzione, non si tratta di favoritismi o raccomandazione, perché nel mondo delle startup se mancano le idee – quelle buone – non si va da nessuna parte.

    4) Fare bella figura in video
    Saper mettere sulla carta un bel progetto è un conto, ma le cose cambiano quando si tratta di parlarne faccia a faccia con gli incubatori. Negli ultimi tempi, molti big chiedono agli applicants di inviare un video di presentazione, a cui di solito segue una videochat “conoscitiva”: basta poco per rovinare tutto e fare una pessima figura.
    Per fortuna TechCrunch elargisce suggerimenti anche per questo. In primo luogo, oltre a apparire sicuri di sé e carismatici bisogna essere certi di aver stabilito come relazionarsi con i compagni di startup che prendono parte alla chat. Se un ingegnere corregge il Ceo su questioni di marketing e business o gli sbadiglia alle spalle è la catastrofe. Gli incubatori fiutano lontano un miglio le startup poco serie e non avranno pietà. Bisogna arrivare preparati, ognuno con il suo compito e competenza stabiliti, e magari anche chiedendo consigli e correzioni a qualche amico pratico del settore per capire eventuali errori.

    5) Lasciare il nido
    Una volta accolti nel paradiso degli incubatori la startup verrà accudita come un bambino mentre mentori esperti sforneranno consigli e dritti per sfondare sul mercato. A questo punto non ci si deve adagiare, ma concentrarsi per cogliere il momento più adatto per spiccare il volo con le proprie ali. L'obiettivo è quello di crescere sani e forti il prima possibile. E tutto vale: nessuno scrupolo, per esempio a chiedere aiuto all'incubatore e a sfruttare la sua lista di contatti e la sua building capacity. L'indipendenza è una bella cosa, ma si può trasformare in una vera maledizione se si fa sempre di testa propria senza consultare chi la sa più lunga.

    Fonte: http://italianvalley.wired.it/news/2012/01/17/5-consigli-startup-techcrunch-16317.html#content

  97. Batterie ad aria??

    http://www.ibm.com/smarterplanet/us/en/smart_grid/article/battery500.html

    Il team Headrest Controller augura a tutti buon lavoro e Felice Anno Nuovo e propone un argomento di discussione sul quale oggi si è confrontato con alunni delle classi meccaniche e termiche.
    Il tema riguarda le batterie ad aria.
    È questa la soluzione che propone l' IBM al problema delle attuali automobili elettriche, ovvero la carica insufficiente erogata dalle batterie agli ioni di litio che comporta di conseguenza un’ autonomia molto ridotta. Punto dolente è il prezzo medio che è ben più elevato delle macchine tradizionali, se questo prodotto su cui si sta investendo porta dei buoni risultati non ci si può aspettare un prezzo conveniente se lo stesso non è molto diffuso sul mercato. Nel 2013 i primi prototipi saranno testati attraverso l’approccio litio-aria e del cosiddetto Battery500 Project: le batterie in grado di far muovere auto elettriche per 800 chilometri in una carica.
    È proprio vero che il cambiamento è un obbiettivo perseguito da molti, ma l'innovazione è un traguardo raggiunto da pochi.....
    Cosa ne pensate?

    Il team Headrest Controller

  98. Supra ospitata dalla RAI

    Il 14 gennaio Il team di SUPRA è stato ospitato alla trasmissione Greenwich della dott.ssa Carmela Marsibiio nella sede RAI di Bolzano.
    E' stata un'occasione per informare il territorio delle attività che stiamo svolgendo e della nostra partecipazione al PREMIO SCUOLA unioncamere.
    Se volete ascoltarci collegatevi a questo sito.
    http://www.raibz.rai.it/podcast/ita/greenwich/greenwich.xml
    Un buon lavoro a tutti
    SUPRA Team

  99. Google Science Fair 2012

    La Fiera della scienza di Google (Google Science Fair) è una competizione scientifica online rivolta alle menti curiose provenienti dai quattro angoli della terra. Possono partecipare tutti coloro di età compresa fra i 13 e i 18 anni. Tutto ciò che serve è un'idea.

    I geni non sono sempre studenti con ottimi voti. Accettano tutti gli anticonformisti, i pesci fuor d'acqua e tutti quelli a cui piace fare domande. Tutti hanno una domanda.

  100. Una libreria di notte


    Per chi si chiede cosa succede in una libreria di notte ...
    ecco la risposta!

  101. Il processo creativo va dalla complessità alla semplicità

    http://visual.ly/creative-process-0

    Se il processo creativo si disegna come la mappa di una città si scopre che la città non è americana ma casomai europea. Insomma, non è bella squadrata, ma molto complessa. Forse perché la semplicità è il risultato e non il percorso della creatività.

    Fonte: http://blog.debiase.com/2012/01/il-processo-creativo-va-dalla.html
    L'infografica è di Viruscomix, pubblicata su Visual.ly, segnalata da Fastcodesign.

  102. XVII edizione della Robofesta

    http://https://sites.google.com/site/superfascetti/robofesta

    Si svolgerà il 21 gennaio all'Istituto Fascetti di Pisa la XVII edizione di Robofesta, un’ottima occasione per incontrarsi e misurarsi.

  103. “Progresso” e “Amarcord”.

    Progresso e Amarcord, ovvero lo sguardo verso il futuro e il cuore un po’ volto al passato. Il desiderio del nuovo e una sottile vena di nostalgia per ciò che non c’è più. Sono queste le sensazioni che abbiamo avvertito leggendo con curiosità ed interesse un bel commento del Corriere della Sera del 9 dicembre scorso ad un articolo pubblicato sul Daily Mail. Il quotidiano britannico aveva elencato le cinquanta occupazioni che hanno fortemente modificato, e in meglio, la vita dell’uomo grazie allo sviluppo della tecnologia, tanto che oggi è possibile compiere operazioni anche complesse senza nemmeno alzarsi dalla sedia, come comunicare, inviare messaggi, fare prenotazioni, effettuare pagamenti, acquistare beni e servizi, realizzare transazioni, archiviare dati e documenti……….Il Corriere, a sua volta, sottolinea che la creatività e l’innovazione che caratterizzano i nuovi strumenti tecnologici hanno avuto anche l’effetto di far scomparire abitudini, comportamenti, azioni e gesti che permettevano anche di interagire con altre persone, di fare scelte con tempi più allungati, di percorrere spazi, di muoversi e spostarsi per raggiungere destinazioni fisiche, di usare e conservare carta e penna, di imparare ad aspettare con pazienza informazioni e documenti. Pensiamo al solo fatto di non scrivere più a mano lettere, cartoline, biglietti d’auguri, perché ormai basta una e-mail o un sms, di non dover andare sempre ad un ufficio postale per fare spedizioni di documenti e pagamenti di bollette o ad una banca per compiere operazioni sul conto corrente. Non è più nemmeno necessario recarsi ad un’agenzia di viaggi per fare la vacanza da tanto tempo sognata o da un fotografo per far stampare le foto dei ricordi più belli. Non servono più neanche quell’elenco telefonico così ingombrante, le agende piene di numeri telefonici ed indirizzi, gli opuscoli degli orari dei mezzi di trasporto, i dizionari o le grammatiche per sapere come si scrive una parola o dove va messo un apostrofo. E perché fare la fila e perdere tempo davanti ad uno sportello per comprare un biglietto per il concerto di quella band famosa in tour la prossima estate? Basta avere a disposizione la giusta strumentazione tecnologica (telefono cellulare, iPhone, iPad, computer, tablet, notebook, connessione wireless ecc.), una stampante adeguata, una capace carta di credito, e con click e il poco tempo necessario l’obiettivo viene raggiunto senza troppa fatica. Ma forse tutto questo annulla quell’aspetto di socializzazione che è insito nella natura umana e che porta l’uomo a confrontarsi e ad interagire con altri esseri umani: il click da casa, seduti sul divano, è comodo e veloce, ci fa credere di essere sempre in comunicazione con tutto e con tutti, ma spesso in realtà ci porta ad isolarci dagli altri. Quindi avanti con l’innovazione, ma senza perdere il gusto dei piccoli gesti che dilatano tempi e spazi ed esaltano i rapporti interpersonali.

  104. Forbes, trenta promesse dell'innovazione

    In una classifica dedicata ai personaggi che hanno raggiunto il successo entro i trent'anni non può mancare Mark Zuckerberg, il 27enne fondatore di Facebook, che fa parte anche di molte altre graduatorie illustri, a partire da quella degli uomini più ricchi del pianeta. C'è anche Lady Gaga, anche lei super famosa e miliardaria. Ma per il resto, la classifica che Forbes dedica ai "30 under 30", ovvero giovani protagonisti dell'innovazione che a meno di trent'anni nei rispettivi settori stanno "cambiando il mondo", presenta tanti nomi che al grande pubblico non sono magari conosciutissimi.
    Come Daniela Witten, scienziata che grazie ai suoi studi sul Dna è diventata professoressa universitaria a 26 anni (oggi ne ha 27), alla Washington University. E come Danielle Fong, 24enne cofondatrice di LightSail Energy, azienda della Silicon Valley che si dedica alle energie alternative: una giovane che ha terminato la high school, passando quindi all'università, a 12 anni, e che a 17 ha iniziato il PhD a Princeton, studiando la fusione nucleare, prima di aprire la propria azienda in California.
    Come si vede, entrambe sono donne, una circostanza che non deve trarre in inganno, perché evidentemente anche fra le giovani generazioni il successo continua ad essere più frequentemente coniugato al maschile: sono infatti meno di un terzo le rappresentanti del gentil sesso.
    Forbes ha scelto 30 giovani under 30 per ognuno dei 12 settori evidentemente considerati più innovativi: arte e design, energia, entertainment, finanza, food, politica, media, musica, mercato immobiliare, scienza, social e mobile, tecnologia. Ogni categoria ha un "vincitore", un nome messo in evidenza rispetto agli altri. E fra questi 12, le donne sono tre. Alle due già citate, si aggiunge Jill Donenfeld, che si potrebbe definire la signora del catering statunitense. La sua azienda, The Culinistas, a New York, Los Angeles e Chicago mette a disposizione un team di chef di alta qualità per cucinare piatti personalizzati che durano almeno una settimana: otto ricette costano circa 300 dollari. Un prezzo alto ma che rende il lusso relativamente abbordabile.
    Tre donne, dunque, e nove uomini. Questo rapporto di uno a tre si riproduce anche nelle classifiche settoriali, pur con un arrotondamento per difetto (in tutto, ci sono un centinaio di esponenti del gentil sesso su 324 nomi). E, forse un pò a sorpresa, le categorie più maschiliste sono quelle dedicate alle nuove tecnologie: nel settore specifico, dedicato alle tecnologie, ci sono solo due donne su 30, e la quota rosa sale a 4 esponenti nella graduatoria dedicata a social e mobile.
    Qui, fra i trenta c'è Mark Zuckerberg, anche se la copertina è dedicata a Kevin Systrom, fondatore e Ceo di Instagram, una piattaforma per convidere foto che ha 15 milioni di utenti. Mentre il numero uno dell'hi-tech è Jeff Hammerbacher, cofondatore di Cloudera, che fra le altre cose iniziò la sua avventura professionale proprio lavorando in Facebook.
    Si può segnalare fra i "magnifici 12" anche un figlio d'arte: si chiama Ronan Farrow, ha 24 anni, come il cognome avrà forse suggerito a qualcuno è il figlio di Mia Farrow e di Woody Allen. Il quale, però, non si è dedicato al cinema come gli illustri genitori ma ha scelto la politica: dopo una carriera accademica impeccabile, con laurea a Yale, a incarichi ad esempio all'Unicef, oggi è consigliere per le politiche giovanili del Segretario di Stato Hillary Clinton.
    Infine, merita una citazione l'unico settore, fra i 12 considerati, in cui la parità di genere è realtà: ci sono ben 16 donne nel settore dei Media (produttrici, scrittrici, giornaliste, art director), capitanato da Pete Cashmore, 26enne fondatore di Mashable, uno dei siti più frequentati del web, secondo solo all'Huffington Post.

  105. La valigia fedele

    Ci sta assalendo una grande preoccupazione: la difficoltà di coniugare abilità tecniche e abilità commerciali... I ragazzi sono molto svegli nel risolvere problemi legati alla realizzazione pratica del circuito elettronico, ma non hanno ancora chiaro come ci si deve muovere nel mondo del lavoro. Avete un qualche suggerimento da dare?
    Anna Maria Prandini, docente tutor dell'ITIS "E. Fermi" di Modena

  106. Una storia di una calabrese caparbia, che ci insegna come non bisogna arrendersi mai.

    Nei suoi occhi c’è la luce della speranza, nella sua voce la forza di chi nonostante abbia avuto una brutta battuta d’arresto, ha ancora tanta voglia di combattere per la vita
    e condurre un’esistenza “normale” nella sua diversità. Giusy Versace, orgogliosamente reggina, 33 anni, è davvero una forza della natura: trova sempre le parole giuste e, anche se il suo fisico porta i segni di un crudele destino, sprona gli studenti dell’istituto tecnico a lottare per essere migliori, diventare uomini e donne, sportivi, professionisti capaci di donare e donarsi. Porta un cognome prestigioso che rispecchia una grande maison dell’haute couture, e la sua vita era fatta di aeroporti, trolley in mano e macchine a noleggio. La giovane atleta, vittima nel 2005 di un terribile incidente stradale che le ha causato l’amputazione degli arti inferiori, si racconta, ripercorre non con poche difficoltà, quegli anni bui in cui pensava di aver davvero perso tutto oltre l’uso delle gambe, ma in realtà per Giusy inizia un nuovo corso. Si apre il mondo dello sport e con delle protesi inizia a gareggiare diventando una promessa dell’atletica leggera. La calabrese vanta due record: è la prima atleta donna con amputazione bilaterale alle gambe in gara a un campionato nazionale di atletica leggera e concorrere al titolo, a soli 3 mesi dal debutto, in questa disciplina. “Prima ero impegnata nella moda e sembrava che la mia vita fosse stata già scritta. Ma all’improvviso è cambiato tutto: avevo 28 anni e mi sono svegliata senza le mie gambe. Oggi sono serena e felice ma all’inizio non è stato facile accettare la mia nuova condizione, far aprire quelle porte che mi erano state chiuse, riprendermi la mia vita – dice Giusy – I miei ritmi non sono più quelli di una volta ma non ho perso la voglia di sognare. Mi occupo di una Onlus, Disabili no limits, e raccogliamo fondi per amputati economicamente svantaggiati perché il servizio sanitario non riesce a garantire ausili abbastanza evoluti, fornisce solo protesi base. In più, curiamo progetti come “Emergenza Haiti”, attraverso cui abbiamo spedito kit e protesi per gli adulti e i bambini rimasti feriti nel terribile terremoto”. Sentire parlare Giusy non è solo un tuffo al cuore ma è un dolce “schiaffo” che dà a tutti coloro che offendono quotidianamente la vita privandola del giusto valore che merita. Nella nuova vita di Giusy non c’è solo la solidarietà ma anche tanto sano sport. Come lei stessa racconta, “per caso”, conosce una nuova realtà solo dopo aver messo le protesi speciali come quelle utilizzate da Oscar Pistorius e corre in 24 secondi i 100 metri. Diventa campionessa italiana in carica sui 100 metri, titolo conquistato lo scorso giugno a Imola con il tempo di 19”93. Per la giovane reggina questa è una vittoria anche se la vera sfida è la gara alle Paralimpiadi di Londra, nel 2012. Giusy vuole vincere non solo per se stessa ma per la sua Calabria, per il presidente del Cip Calabria Fortunato Vinci, un grande amico che ha creduto in lei, e per tutti i disabili perché “anche per noi c’è un futuro, anche noi abbiamo il diritto a vivere e sognare un mondo normale”.

  107. Il mercato del lavoro e l'innovazione

    Intesa in senso ampio l’innovazione è l’attività attraverso la quale le imprese fanno cose nuove o fanno le stesse cose in modo nuovo. L’innovazione è quindi un concetto essenzialmente microeconomico, in quanto ha luogo nella singola impresa o, nella visione più romantica, in un garage. Tuttavia l’innovazione presenta rilevanti connotazioni sociali, nel senso di avere forti legami con il contesto in cui opera l’impresa. L’impresa è una struttura permeabile che interagisce continuamente con l’ambiente esterno: altre imprese, centri di ricerca, istituzioni politiche locali, reti locali e sovranazionali. Il contesto sociale ed istituzionale esercita quindi una notevole influenza sull’attività innovativa.
    Franco Malerba ha descritto il sistema innovativo italiano come un sistema dualistico, caratterizzato dalla presenza di un circuito nazionale di grandi imprese, ed un circuito regionale e locale operante all’interno dei distretti. Il parallelo con il dualismo del mercato del lavoro italiano è suggestivo. Ma cosa lega il mercato del lavoro con l’innovazione? Molto, perchè se è pur vero che gli uomini nascono tutti uguali, ciò che li rende diversi nell’attuale contesto economico è il loro livello di istruzione e competenze, in breve, la conoscenza. Quest’ultima è il trait d’union tra le istituzioni del mercato del lavoro e innovazione.

  108. L'innovazione e la passione

    Steve Jobs diceva “Il segreto del successo è fare quello che ami, perché il tuo cuore sa ciò che veramente vuoi diventare". Non si possono trovare nuove idee creative se non si è presi dalla passione. Sembra un’idea usa e getta, ma è il segreto numero uno per avere successo. Steve Jobs ne è una testimonianza, allora perché non ascoltarlo?”

  109. Claudio Loconsole vince la competizione mondiale Simulink Student Challenge indetta da Mathworks

    Si è conclusa giovedì 1 dicembre 2011 la selezione dei vincitori del concorso "Simulink Student Challenge" indetto da Mathworks, il gigante multinazionale privato specializzato nella produzione di software per calcoli matematici, tra cui MATLAB e Simulink. Il concorso rivolto agli studenti e dottorandi universitari di tutto il mondo si pone l'obiettivo di celebrare il talento, la creatività e lo spirito degli studenti che imparano usando Simulink.

    Il vincitore assoluto della competizione mondiale selezionato tra i migliori studenti delle Università di tutto il mondo (tra cui USA, Cina, Nuova Zelanda, Grecia e Malesia) è stato Claudio Loconsole, PhD student in Robotica Percettiva della Scuola Superiore Sant'Anna, con il video "Reaching with Matlab/Simulink". Il video vincitore del giovane allievo perfezionando riporta parte delle attività di studio svolte sotto la supervisione del Dott. Antonio Frisoli e del Prof. Massimo Bergamasco all'interno del programma di dottorato in Tecnologie Innovative. Le attività di studio dell'allievo rientrano nell'ambito del seed project BRAVO (Brain computer interfaces for Robotic enhanced Action in Visuo-motOr tasks) finanziato dall'Istituto Italiano di Tecnologia e svolto dal laboratorio PERCRO dell'Istituto TeCIP.

    La classifica dei video è stata stilata secondo diversi parametri, tra cui aderenza del video al tema della competizione "learning with Simulink", creatività e originalità del video e conoscenza approfondita di Simulink dimostrata nella soluzione presentata.

    Il premio mostra ancora una volta la capacità del Sant'Anna di valorizzare i suoi giovani allievi e ricercatori, spingendo e puntando sul loro spirito di iniziativa e creatività unita allo sviluppo di competenze scientifiche e tecnologiche di alto profilo.

    Lo stesso Loconsole, insieme all'Allievo Leonardis dello stesso corso di Phd della Scuola Sant'Anna aveva ottenuto il secondo posto del concorso "INVENTARE IL FUTURO - Le tecnologie digitali al servizio della collettività" nella categoria "Infanzia, terza età e disabilità" con il progetto "Braille Painter". Il concorso, indetto dall'Università di Bologna con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, aveva l'obiettivo di sviluppare nuove idee da parte dei giovani, connotate da una forte correlazione con il concetto di "bene comune" e comunità di persone e loro relative attività.
    Claudio Loconsole e Daniele Leonardis erano arrivati secondi presentando un'idea innovativa per l'integrazione sociale e per la formazione dei non vedenti attraverso la progettazione di una cartuccia economica per normali stampanti a getto d'inchiostro, che però permette la stampa in Braille, il sistema di lettura e scrittura dei non vedenti. Grazie ai materiali utilizzati e al sistema di interfacciamento, i due ingegneri hanno ottenuto una cartuccia economica (costo almeno di un ordine di grandezza inferiore alle soluzioni attuali) e sostenibile dal punto di vista ambientale. Il progetto, per il momento ancora su carta, verrà proposto a diversi interlocutori per ricercare un finanziamento che possa permettere la realizzazione del prototipo della cartuccia e dimostrare così la fattibilità di questa idea innovativa utile e necessaria.

    Fonte: http://www.sssup.it/news.jsp?ID_NEWS=3662>emplate=default.jsp

  110. BOLZANO RAPPRESENTANTE PER L’ITALIA NEL PROGETTO EUROPEO CREANOVA

    http://www.baukollegium.it/bolzano/notiziario/istituzionale.nsf/F54A187875F36921C12579590049794E/$FILE/01122011_LaVocedegliImpreditori_2.pdf

    Buon giorno a tutti
    giovedi 2 dicembre è apparso sull'edizione locale del Corriere della sera un articolo sull'innovazione nell'apprendimento. L'articolo riguarda il progetto europeo Creanova che ha coinvolto università e aziende di 8 paesi europei. Potrete trovare maggiori informazioni sul link:
    http://www.baukollegium.it/bolzano/notiziario/istituzionale.nsf/F54A187875F36921C12579590049794E/$FILE/01122011_LaVocedegliImpreditori_2.pdf
    Buona lettura
    SUPRA Team

  111. SUPRA sul quotidiano Alto Adige

    Questa mattina la lettura del giornale ci ha riservato una bella sorpresa.
    La potete condividere con noi cliccando su ........
    http://altoadige.gelocal.it/cronaca/2011/12/02/news/dagli-studenti-iti-un-invenzione-per-i-disabili-5357753
    Andrea Zampiero
    Supra team

  112. Citare la fonte...

    In molti dei testi inseriti non viene citata la fonte. Che peccato! perché potrebbe essere un grande aiuto per andare a leggersi, subito, tutto il documento e approfondire il tema e poi... è una questione di regole: quando si riporta un articolo, un testo o semplicemente una breve citazione è necessario indicare sempre l'autore. Ricordatelo.

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